Rocco Scotellaro
CENTRO DI DOCUMENTAZIONE
"Rocco Scotellaro e la Basilicata del secondo dopoguerra" Tricarico
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LA SEDE  

Il Centro di documentazione «Rocco Scotellaro e la Basilicata del secondo dopoguerra» ha sede nell'ex complesso conventuale di S. Francesco d'Assisi, nel cuore del centro storico di Tricarico, a ridosso di piazza G. Garibaldi e dell'antico quartire del Monte.
Originariamente fu sede di uno dei primi conventi francescani della Basilicata, fondato il 10 gennaio 1314 su concessione di Clemente V a Tommaso Sanseverino, conte di Marsico e di Tricarico e a sua moglie Sveva de Bethsan, contessa che di lì a pochi decenni avrebbe fondato nella stessa cittadina pure il monastero delle clarisse. La costruzione della fabbrica conventuale con l'annessa chiesa, voluta intra moenia secondo la vocazione urbana dei Minoriti, fu avviata nel periodo avignonese, mentre reggeva la diocesi di Tricarico il vescovo Riccardo (1301-1324). È probabile che si utilizzasse un preesistente edifico sacro, come attestano i brandelli di pitture murali dal lessico bizantino, provenienti dal refettorio del convento e attribuiti a Rinaldo da Taranto (XIII sec.), raffiguranti la Crocifissione, una Hodigitria, un S. Bartolomeo e S. Girolamo Minore, oggi custoditi in episcopio. Per effetto della politica filopontificia dei Sanseverino e del loro forte legame con i francescani, durante il medioevo la chiesa assurse a grande importanza e questi conti vi eressero una loro monumentale sepoltura; nel XVII secolo i Revertera, duchi della Salandra e baroni di Tricarico vi realizzarono opere pittoriche ed architettoniche e molte nobili famiglie della città, tra cui i Corsuto, vi ebbero le loro sepolture.
I Frati Minori Conventuali sono testimoniati in questo convento in modo continuativo fino alla fine del XIX secolo allorquando, nonostante la soppressione (1866), vi tennero un importante capitolo (1 settembre 1889), presieduto dal maestro provinciale frate Alfonso Aragiusto di Tricarico e restaurarono la chiesa, che era in stato di abbandono (1882). Con la soppressione degli ordini religiosi e la confisca dei loro beni, anche questa struttura conventuale fu incamerata dal Demanio dello Stato assieme alle cospicue proprietà dei frati (case, botteghe, taverna, orti, seminativi), frutto di donazioni e lasciti testamentari, documentati in una platea del 1688. Parimenti avvenne per la limitrofa cappella di S. Donato (secc. XIV-XX).
Durante i primi 80 anni del Novecento il convento fu adibito a carcere mandamentale e ad abitazione della famiglia del custode, mansione ricoperta per tre generazioni dai Casalaspro.
Divenuto proprietà comunale, il complesso è stato soggetto a smembramenti e vendite a privati.

L'attuale configurazione dell'immobile, molto ridotta rispetto alle origini, ha subito notevoli manomissioni. Il recente restauro ha posto in luce alcuni elementi architettonici dell'antica fabbrica, tra cui due portali lapidei (secc. XVII-XVI), l'uno d'ingresso e l'altro nell'atrio interno


Centro di documentazione Rocco Scotellaro
Ex convento S. Francesco
L.go San Francesco - 75019 TRICARICO (MT)
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