Da vicino e da lontano. Fotografi e fotografia in Lucania, a cura di Ferdinando Mirizzi, Franco Angeli, Milano, 2010.
Attraverso il contributo di antropologi e di storici e con riferimento al convegno promosso dal Centro di documentazione "Rocco Scotellaro e la Basilicata del secondo dopoguerra", svoltosi a Tricarico e Matera il 15 e il 16 dicembre 2006, il volume indaga e discute il complesso e articolato rapporto tra la Basilicata e la fotografia, ricostruendone i nessi profondi e analizzando la cospicua produzione iconografica che, già a partire dagli anni della vicenda postunitaria, da tale nesso è derivata. L'attenzione degli autori spazia dal ruolo dei fotografi e degli editori nel processo di costruzione dell'immagine paradigmatica della regione alla funzione sociale della fotografia, in connessione con il dibattito politico e culturale sul piano tanto locale quanto nazionale; dalla continua "scoperta" e "invenzione" della Lucania, spesso concepita come terra lontana e di confine, espressione di un'alterità carica di fascino esotico e di sapore arcaico, luogo senza tempo e senza storia, agli archivi e ai generi della fotografia documentaria e di quella familiare; dalla funzione riconosciuta all'immagine nelle inchieste di carattere etnografico allo sguardo e alle produzioni di grandi fotografi, come Henri Cartier-Bresson, Federico Patellani e Fosco Maraini. ( www.francoangeli.it )
Ferdinando Mirizzi è professore associato di Discipline demoetnoantropologiche presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università della Basilicata. I suoi interessi di ricerca sono prevalentemente incentrati su temi e questioni di antropologia museale e dei patrimoni culturali, su aspetti di storia della cultura materiale, sulle relazioni tra scrittura e costruzione della tradizione, sulle forme di autorappresentazione e sulla scrittura autobiografica e popolare. Tra le sue pubblicazioni più recenti, si segnala il volume Storie di oggetti. Scritture di musei. Riflessioni ed esperienze tra Puglia e Basilicata, Bari, Edizioni di Pagina, 2008. È cofondatore e direttore responsabile della rivista "Archivio di Etnografia".
Indice Gregorio Angelini, Intervento Ferdinando Mirizzi, Introduzione Francesco Faeta, La costruzione della diversità. Per una lettura delle rappresentazioni fotografiche nella Lucania del secondo dopoguerra Parte I. Fotografia colta e fotografia popolare lucane nell'Ottocento e nel Novecento L. Mazzacane, Percorsi della fotografia lucana tra Ottocento e Novecento A. Baldi, Storia della fotografia familiare e sociale lucana. Linee di ricerca ed esiti A. Verrastro, Invarianti strutturali e tensioni al cambiamento nei generi della foto di famiglia lucana A. Zito, Dalla camera oscura al computer: fotografi lucani in mezzo al guado P. Doria, Rosario Genovese, fotografo con gli occhi e con le mani Le immagini Parte II. La scoperta e l'invenzione della Lucania 1860-1960 M. Miraglia, Fotografia e brigantaggio nella Lucania dell'Ottocento. L'inaugurazione di un programma L. Tomassini, La Lucania nell'editoria fotografica della prima metà del XX secolo E. V. Alliegro, Alle origini dell'etnofotografia in Basilicata. L'inchiesta parlamentare "Faina" e la Mostra di etnografia italiana tra sapere demologico e approcci di economia agraria e politica (1906-1911) F. Mirizzi, Cultura materiale e fotografia: la Lucania contadina nella ricerca linguistico-etnografica di Gerhard Rohlfs G. Calvenzi, Federico Patellani e Matera. Fotografie per i giornali e per il cinema C. Biscaglia, Rocco Mazzarone e la Lucania nelle fotografie di Henri Cartier-Bresson C. Chiarelli, E. Ciani, Da vicino ma non da dentro. La Lucania nel progetto fotografico ‘Nostro Sud’ di Fosco Marani A. Ricci, Panorami sonori e panorami visivi della Lucania degli anni Cinquanta: una scoperta o un'innovazione? L. Mazzacane, La Basilicata come location
Indice dei nomi
Rocco Mazzarone, I confini del possibile, Conversazioni con Pancrazio Toscano, Introduzione di Goffredo Fofi, L’Ancora del Mediterraneo, Napoli-Roma, 2009.
Rocco Mazzarone è stato tra i pionieri della medicina sociale in Italia, un meridionalista competente e appassionato al pari dei suoi amici Scotellaro, Rossi-Doria e Levi, dei suoi maestri Fortunato e Salvemini. Educatore di singoli, di gruppi e di comunità, Rocco è stato un probo cittadino di Tricarico, della Basilicata, dell’Italia con una lucidità che vedeva ben oltre le ideologie: un italiano di tempra rara, come purtroppo se ne sono avuti pochi, almeno dagli anni Sessanta in avanti, e se ne hanno pochissimi oggi. C’è da sperare che il suo esempio abbia lasciato traccia in più persone di quelle che conosciamo quali suoi amici e “allievi”. Maestri come lui ne abbiamo avuti pochi, ed è di maestri come lui che questo paese, oggi così disastrato socialmente e moralmente, avrebbe soprattutto bisogno, come nei tempi più duri.
(dall’Introduzione di Goffredo Fofi)
Pancrazio Toscano, studioso di problematiche meridionalistiche, ha al suo attivo la cura, assieme ad Aldo Musacchio, dell’opera di Friedrich G. Friedmann, Miseria e dignità. Il Mezzogiorno nei primi anni Cinquanta, Edizioni Cultura della Pace, San Domenico di Fiesole (Fi), 1996; la cura della raccolta di scritti di Manlio Rossi-Doria, Scuola e Mezzogiorno, L’Ancora del Mediterraneo, Napoli, 2008; la traduzione del romanzo di Roger Vaillant, La loi, con il titolo Padrone e sotto, L’Ancora del Mediterraneo, Napoli, 2002. A lui si deve la Postfazione alla ristampa dell’inchiesta di Rocco Scotellaro, Scuole di Basilicata, RCE, Napoli, 1999.
Rocco Scotellaro: Poems, translated by Allen Prowle, Modern Poetry in Translation, London David and Helen Constantine Editors, 2009.
Rocco Scotellaro was born in 1923 in Tricarico, in the impoverished southern region of Lucania. When he died at the age of thirty, he had published poems in regional and national magazines and was beginning to attract significant critical attention and acclaim. In the year after his death a first collection, È fatto giorno, selected by Carlo Levi from over four hundred poems in his possession, was awarded both the Pellegrino and Viareggio prizes. Further selections were edited by Franco Fortini in 1974 and Franco Vitelli in 1978 and 1982. Recognition of Scotellaro’s importance and achievement came in 2004 with Mondadori’s publication in its Oscar Series of the complete poems.
Allen Prowle was awarded the Times/Stephen Spender Prize 2007 for his translations of poems by Attilio Bertolucci. Previously, the Lincolnshire Association commissioned his translations of poems by Paul Verlaine to commemorate the centenary of the poet's residence in Stickney in 1875. A collection of his own poems, Landmarks, appeared in 1977. www.mptmagazine.com
Rocco Scotellaro è nato nel 1923 a Tricarico, nella povera regione della Lucania. Al momento della morte all’età di 30 anni, aveva pubblicato poesie su riviste regionali e nazionali e stava iniziando ad attrarre l’attenzione della critica e a conseguire dei successi. L’anno successivo alla sua morte fu pubblicata la prima raccolta di poesie, È fatto giorno, selezionate da Carlo Levi che ne aveva circa 400 a disposizione. L’opera vinse i premi Pellegrino e Viareggio. Pubblicazioni successive sono state curate da Franco Fortini (1974) e da Franco Vitelli (1978 e 1982). Il maggiore riconoscimento dell’importanza e del successo di Rocco Scotellaro è culminato nel 2004 con la pubblicazione delle sue poesie negli Oscar Mondadori
Allen Prowle ha ricevuto il premio Times-Stephen Spencer Prize 2007 come riconoscimento alle traduzioni delle poesie di Attilio Bertolucci. In precedenza, la Lincolnshire Association gli aveva commissionato la traduzione delle poesie di Paul Verlaine in commemorazione dei cento anni dalla residenza del poeta a Stickney nel 1875. Una raccolta delle sue poesie è stata pubblicata in Landmarks nel 1977.
Guido Spera, Storia ed evoluzione di un'azienda agricola in Lucania, Centro di documentazione “Rocco Scotellaro e la Basilicata del secondo dopoguerra”, Congedo, Galatina (Le), 2007.
La ristampa dell'opera di Guido Spera, Storia ed evoluzione di un'azienda agricola in Lucania (Arti Grafiche Giuseppe Laterza & Figli, Bari [1951]) divenuta ormai introvabile, assieme alle meno conosciute sue Note per l'azienda Turati in Lucania, di complemento alla monografia a stampa “Storia ed evoluzione di una azienda agricola in Lucania” (Tip. Editrice Carlo Conti, Matera, [1951]), – che abbiamo ritenuto apportuno ripubblicare in un unico volume – si inserisce nei programmi del Centro di documentazione "Rocco Scotellaro e la Basilicata del secondo dopoguerra", volti a promuovere la conoscenza sempre più approfondita di quegli anni Cinquanta, che per la regione furono fecondi di eventi e di studi italiani e stranieri. Le vicende che precedettero e seguirono l'esproprio dell'azienda, che Silvio Turati aveva creato in agro di Tricarico, apportandovi rilevanti modernizzazioni fin dagli anni '20 del secolo scorso, trovano un'ampia ed articolata lettura ed un inquadramento storico significativo nel saggio introduttivo di Franca Assante (Università «Federico II» di Napoli), studiosa autorevole di storia economica meridionale e con particolari attenzioni storiografiche rivolte alla Basilicata. Per una più completa comprensione degli eventi, si stampa in appendice il testo inedito di Silvio Turati, Addio a Calle, un'azienda modello distrutta dalla riforma fondiaria, proveniente dall'Archivio privato di Rocco Mazzarone.
(dalla Presentazione di Carmela Biscaglia)
Guido Spera, esponente di una famiglia aristocratica di Tito, agronomo formatosi alla Facoltà di Agraria di Portici, fu lungamente direttore della cattedra ambulante di Stigliano e poi di Matera, sul cui periodico «L’agricoltura materana» pubblicò numerosi scritti. Fin dal 1931 prestò la sua consulenza all’Azienda Turati di Calle. Egli rientra nel gruppo dei tecnici, tra cui Eugenio Azimonti, Pasquale Indrio, Giovanni Salerno, che operarono nelle cattedre ambulanti e in altre istituzioni agrarie della Basilicata create nell’età giolittiana o nel primo dopoguerra e che, in seguito, si impegnarono nell’applicazione delle leggi di bonifica integrale.
Omaggio a Rocco Scotellaro. Mostra di pittura Masi, Falciano, Corrado, Santangelo, Centro di documentazione “Rocco Scotellaro e la Basilicata del secondo dopoguerra”, WalterGrafKart, Moliterno (Pz) 2004.
La pubblicazione si inserisce nell’ambito delle iniziative per il Cinquantenario della morte di Rocco Scotellaro ed in particolare della collettiva “Omaggio a Scotellaro”, allestita a Tricarico (Palazzo Ducale, 7-23 maggio 2004) da quattro artisti lucani, Mauro Masi (Potenza, 1920), Rocco Falciano (Potenza, 1933), Gerardo Corrado (Potenza, 1936), Michele Santangelo (Tricarico, Mt, 1946), tutti molto vicini alla figura del poeta lucano. È noto, del resto, come Scotellaro fosse interessato alle arti figurative e seguisse con grande attenzione i percorsi artistici dei maggiori pittori lucani del suo tempo che operavano tra Roma, Napoli, Potenza e Matera, come Mauro Masi di cui fu compagno di liceo, Maria Padula, Giuseppe Antonello Leone e Luigi Guerricchio, e con i quali strinse un sodalizio fatto di fraterna amicizia e di impegno intellettuale per il riscatto sociale, economico e culturale del Mezzogiorno. L’opera è introdotta da due scritti di Gerardo Corrado: Rocco Scotellaro. L’amore della propria somiglianza e Il paesaggio le figure gli oggetti della poesia di Rocco Scotellaro nelle immagini dei pittori lucani.
Arturo Zavattini fotografo in Lucania a cura di Francesco Faeta, Federico Motta Editore, Milano, 2003.
Le immagini di Arturo Zavattini, presenti in questo volume (molte delle quali inedite), costituiscono una significativa selezione antologica (effettuata dall'autore stesso con la mia collaborazione), del corpus fotografico realizzato a Tricarico, in Lucania, nel giugno del 1952, nell'ambito della prima spedizione etnografica di qualche sistematicità condotta da Ernesto de Martino. Si tratta, dunque, delle prime immagini realizzate nell'ambito di quel vasto e poliedrico repertorio composto sotto la direzione del grande etnologo, in cui affluirono anche le opere di altri illustri autori (come Franco Pinna e Ando Gilardi), che inaugurò la stagione matura della fotografia etnografica nazionale. Immagini di solido impianto neorealistico, anche se esenti dalla tensione stereotipa insita in quel movimento figurativo, che si inseriscono con autorevolezza in una stagione importante di rinnovamento culturale e di impegno civile e sociale, della fotografia nazionale. Entrate, per particolari circostanze, in una duratura zona d'ombra, dopo essere state poco e male utilizzate dallo stesso de Martino, le fotografie di Zavattini sono state di recente oggetto di un rinnovato interesse critico.
(dal saggio introduttivo di Francesco Faeta, Il sonno sotto le stelle. Arturo Zavattini, Ernesto de Martino, un paese lontano)
Arturo Zavattini è nato a Luzzara, in Emilia, nel 1930. Figlio dello scrittore, sceneggiatore e regista Cesare, ha lavorato come operatore e direttore di fotografia con Vittorio De Sica e Giuseppe De Santis e con registi del calibro di Federico Fellini, Franco Indovina, Luigi Magni, Luca Ronconi, firmando anche l'unica regia di lungometraggio curata dal padre, La Veritaaà, del 1982. Il reportage fotografico in Lucania, realizzato nel giugno del 1952, sotto la direzione dell’etnologo Ernesto de Martino, resta tra le più compiute manifestazioni del suo interesse per l'immagine fissa. Vive e lavora a Roma, dove cura l'archivio di suo padre.
Francesco Faeta è nato a Roma nel 1946. Professore ordinario di Antropologia culturale, insegna presso l'Università degli Studi di Messina. Ha svolto un'intensa pratica di ricerca etnografica e antropologica nel Mezzogiorno d'Italia, specie in Calabria e si è occupato, dal suo punto di vista disciplinare, di fotografia. Tra le opere principali, Melissa. Folklore, lotta di classe e modificazioni culturali in una comunità contadina meridionale, Firenze 1979; Imago mortis. Simboli e rituali della morte nella cultura popolare dell'Italia meridionale (in collaborazione con Marina Malabotti), Roma 1980; I viaggi nel Sud di Ernesto de Martino (in collaborazione con Clara Gallini), Torino 1999; Strategie dell'occhio. Saggi di etnografia visiva, Milano 2003.