Guido Spera, Storia ed evoluzione di un'azienda agricola in Lucania, (Regione Basilicata. Comune di Tricarico. Centro di documentazione “Rocco Scotellaro e la Basilicata del secondo dopoguerra”) Congedo Editore, Martina Franca (Ta), 2007.
La ristampa dell'opera di Guido Spera, Storia ed evoluzione di un'azienda agricola in Lucania (Arti Grafiche Giuseppe Laterza & Figli, Bari [1951]) divenuta ormai introvabile, assieme alle meno conosciute sue Note per l'azienda Turati in Lucania, di complemento alla monografia a stampa “Storia ed evoluzione di una azienda agricola in Lucania” (Tip. Editrice Carlo Conti, Matera, [1951]), – che abbiamo ritenuto apportuno ripubblicare in un unico volume – si inserisce nei programmi del Centro di documentazione «Rocco Scotellaro e la Basilicata del secondo dopoguerra», volti a promuovere la conoscenza sempre più approfondita di quegli anni Cinquanta, che per la regione furono fecondi di eventi e di studi italiani e stranieri. Le vicende che precedettero e seguirono l'esproprio dell'azienda, che Silvio Turati aveva creato in agro di Tricarico, apportandovi rilevanti modernizzazioni fin dagli anni '20 del secolo scorso, trovano un'ampia ed articolata lettura ed un inquadramento storico significativo nel Saggio introduttivo di Franca Assante (Università «Federico II» di Napoli), studiosa autorevole di storia economica meridionale e con particolari attenzioni storiografiche rivolte alla Basilicata.
Per una più completa comprensione degli eventi, si stampa in appendice il testo inedito di Silvio Turati, Addio a Calle, un'azienda modello distrutta dalla riforma fondiaria, proveniente dall'Archivio privato di Rocco Mazzarone, intellettuale lucano legato all'imprenditore torinese, che gli aveva donato una delle prime copie giunte in Basilicata del Cristo si è fermato a Eboli. Gliela aveva offerta proprio «a Calle, nella sua tenuta dove era venuto come ogni anno con la sua famiglia a trascorrere le sue ferie di Natale e Capodanno», ricorda Mazzarone in una delle sue ultime testimonianze, aggiungendo come Turati è «un uomo che sarebbe opportuno ricordare».
Il 1951, anno di pubblicazione delle due opere di Spera ed anno di applicazione della legge di riforma fondiaria e dell'esproprio dell'Azienda Calle, fu pure quello in cui il sindaco socialista di Tricarico, Rocco Scotellaro, cantore di quella «civiltà contadina» che lo aveva visto protagonista appassionato – e sul versante opposto delle rivendicazioni di Silvio Turati – del momento epico dell'occupazione delle terre, dopo l'ingiusto arresto dell'anno precedente e le dimissioni dalla carica di primo cittadino, aveva lasciato Tricarico per l'Osservatorio di economia agraria di Portici, ove su invito di Manlio Rossi-Doria si stava occupando di programmazione regionale. Amarezza e disincanto avrebbero caratterizzato quei suoi ultimi anni di vita (†1953). Il movimento contadino, che nel 1948 aveva raggiunto il suo punto più alto e organizzato ed aveva visto Tricarico decisamente coinvolto, era ormai in piena crisi. «Era sembrato necessario accettare le proposte che emergevano nel movimento contadino e a volte, in polemica con queste, da altri gruppi sociali organizzati soprattutto da forze moderate. Non si poteva fare diversamente, – avrebbe annotato Mazzarone – almeno le famiglie più numerose dovevano essere soddisfatte». Gli esiti furono però deludenti e mentre i contadini, anche quelli ai quali era stata assegnata la terra, stavano ormai per intraprendere la via dell'emigrazione, nel 1953 si conduceva a Grassano l'Inchiesta parlamentare sulla miseria in Italia e sui mezzi per combatterla.
Sulle prospettive di quelle lotte, inserite nella più generale visione di riscatto del Mezzogiorno, Scotellaro aveva maturato una posizione critica e realistica, premonitrice assieme a Mazzarone del giudizio che emerge dalla più recente storiografia.
Poter analizzare, a distanza di cinquant'anni, la documentazione fornita da Guido Spera e conoscere l'altra faccia degli eventi, a cominciare da quell'esperimento illuminato condotto da un proprietario di un vasto comprensorio di terre acquistate, valorizzate e quindi perdute per effetto della legge di riforma, significa avere spunti nuovi per una più organica rilettura delle vicende agrarie e proprietarie che si consumarono in un centro non certo marginale del contesto regionale.
Carmela Biscaglia Centro di documentazione «Rocco Scotellaro e la Basilicata del secondo dopoguerra»
Omaggio a Rocco Scotellaro. Mostra di pittura Masi, Falciano, Corrado, Santangelo, Moliterno (Pz) 2004.
La pubblicazione illustra la figura e l'opera dei quattro pittori lucani, Rocco Falciano, Mauro Masi, Gerardo Corrado, Michele Santangelo, che hanno esposto nella Collettiva di pittura «Omaggio a Scotellaro» nel cinquantenario della morte (Tricarico, Palazzo Ducale, 7-23 maggio 2004).
Arturo Zavattini fotografo in Lucania a cura di Francesco Faeta, Motta editore, Milano 2003.
Promossa dal Comune di Tricarico e dall'Unione Regionale delle Province di Basilicata, in occasione del cinquantesimo anniversario della morte di Rocco Scotellaro, il volume riproduce le foto donate al Centro di documentazione di Tricarico da Arturo Zavattini e si apre con il saggio introduttivo Il sonno sotto le stelle. Arturo Zavattini, Ernesto De Martino, un paese lontano di Francesco Faeta. Le sessanta immagini di Arturo Zavattini, che si possono osservare nel volume (realizzato in occasione della donazione che l'autore ha effettuato al Centro di documentazione «Rocco Scotellaro e la Basilicata del secondo dopoguerra» di Tricarico), «costituiscono una significativa selezione antologica (effettuata dall'autore stesso con la collaborazione di Francesco Faeta), del corpus fotografico realizzato a Tricarico, in Lucania, nel giugno del 1952, nell'ambito della prima spedizione etnografica di qualche sistematicità condotta da Ernesto de Martino. Si tratta, dunque, delle prime immagini realizzate nell'ambito di quel vasto e poliedrico repertorio composto sotto la direzione del grande etnologo, in cui concorsero anche le opere di altri illustri autori (come Franco Pinna e Ando Gilardi), che inaugurò la stagione matura della fotografia etnografica nazionale. Immagini di solido impianto neorealistico, anche se esenti dalla tensione stereotipa insita in quel movimento figurativo, esse si inseriscono con autorevolezza in una stagione importante di rinnovamento culturale e di impegno civile e sociale, della fotografia nazionale. Entrate, per particolari circostanze, in una duratura zona d'ombra, dopo essere state poco e male utilizzate dallo steso de Martino, le fotografie di Zavattini sono state di recente oggetto di un rinnovato interesse critico». Arturo Zavattini è nato a Luzzara, in Emilia, nel 1930. Figlio dello scrittore, sceneggiatore e regista Cesare, ha lavorato come operatore e direttore di fotografia con Vittorio De Sica e Giuseppe De Santis e con registi del calibro di Federico Fellini, Franco Indovina, Luigi Magni, Luca Ronconi, firmando anche l'unica regia di lungometraggio curata dal padre, La Veritaaà, del 1982. Il reportage fotografico in Lucania, realizzato nel giugno del 1952, sotto la direzione del grande etnologo Ernesto de Martino, resta tra le più compiute manifestazioni del suo interesse per l'immagine fissa. Vive e lavora a Roma, dove cura l'archivio di suo padre.
Francesco Faeta è nato a Roma nel 1946. Professore ordinario di Antropologia culturale, insegna attualmente presso l'Università degli Studi di Messina. Ha svolto un'intensa pratica di ricerca etnografica e antropologica nel Mezzogiorno d'Italia, particolarmente in Calabria e si è occupato specificamente, dal suo punto di vista disciplinare, di fotografia. Tra le opere principali, Melissa. Folklore, lotta di classe e modificazioni culturali in una comunità contadina meridionale, Firenze 1979, Imago mortis. Simboli e rituali della morte nella cultura popolare dell'Italia meridionale (in collaborazione con Marina Malabotti), Roma 1980, L'architettura popolare in Italia: la Calabria, Roma-Bari 1984, Le figure inquiete. Tre saggi sull'immaginario folklorico, Milano 1989, Nelle Indie di quaggiù. Fotografie 1970-1995, Milano 1996, I viaggi nel Sud di Ernesto de Martino (in collaborazione con Clara Gallini), Torino 1999, Il santo e l'aquilone. Per un'antropologia dell'immaginario popolare nel secolo XX, Palermo 2000, Strategie dell'occhio. Saggi di etnografia visiva, Milano 2003.