Rocco Scotellaro
CENTRO DI DOCUMENTAZIONE
"Rocco Scotellaro e la Basilicata del secondo dopoguerra" Tricarico
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PRESENTAZIONE LIBRI

Presentazione del libro
I figli di Lamisco. Le maschere di Nicola Toce
a cura di Francesca Romana Uccella
Soveria Mannelli, Rubbettino, 2015



 

Introduzione
Carmela Biscaglia
direttore Centro documentazione

Relazioni
Ferdinando Mirizzi
direttore DICEM UNIBAS
Vincenzo M. Spera
Università degli Studi del Molise
Florindo Rubbettino
editore

Coordina
Salvatore Lardino
vice direttore Centro documentazione

Sono presenti
la curatrice del volume
Francesca Romana Uccella
e l’artista Nicola Toce

Tricarico, 14 luglio 2016
Palazzo Lizzadri, ore 18,30


 

 

L’iniziativa è stata promossa dal Centro di documentazione, insieme all’Università degli Studi della Basilicata - Dipartimento delle Culture Europee e del Mediterraneo: Architettura, Ambiente e Patrimoni Culturali, e con il patrocinio del Comune di Tricarico. Ha visto anche coinvolti il Comune di Aliano, rappresentato dal sindaco Luigi De Lorenzo; il Parco Letterario “Carlo Levi” con il presidente Antonio Colaiacovo; il Circolo Culturale “Nicola Panevino” di Aliano col suo presidente don Pierino Dilenge; e l’Archeoclub d’Italia “Siritide”, sede comprensoriale di Policoro, rappresentato dal consigliere nazionale Pietro Cirigliano.

           

I relatori, il coordinatore dell’incontro e il direttore del Centro

Il volume sulle maschere di Nicola Toce – ha illustrato il direttore del Centro Carmela Biscaglia – ben s’inserisce nelle tematiche sviluppate dal Centro, dal momento che Rocco Scotellaro fu anche uno studioso delle tradizioni popolari, ne raccolse i canti e descrisse le tradizioni connesse al carnevale di Tricarico. È a tutti noto il suo racconto dal titolo Un dio contadino, che pubblicò nel numero di febbraio del 1950 della rivista svizzera «Journal», dedicata proprio ai carnevali d’Italia. Racconto che è stato ripubblicato, qualche anno fa, sul semestrale «Archivio di etnografia». Il libro I figli di Lamisco racchiude il risultato di una ricerca condotta da Nicola Toce sulle maschere caratteristiche della tradizione carnevalesca di Aliano, suo paese d’origine. Egli le realizza secondo le antiche tecniche di manipolazione della cartapesta, mediante un processo artigianale e secondo una tradizione che ad Aliano viene trasmessa direttamente da maestro ad apprendista. Ha creato così una straordinaria produzione di maschere, con cui “dà vita ai geni e ai fantasmi della terra”, che, come si legge nel libro, “hanno qualcosa di organico e di animalescamente umido, avvolti nella fisicità della cartapesta”.

          

L’editore Floriano Rubbettino, l’intervento di Vincenzo Spera e Salvatore Lardino

Questi “geni”, questi “fantasmi” sono, nell’interpretazione di Nicola Toce, i figli di Lamisco, il mitico re dei boschi, guerriero fortissimo, che la leggenda descrive con un piede di lupo o di caprone (come il più famoso dio Pan) per accentuare l’aura favolosa, quasi magica, di questo personaggio dal carattere silvestre. Nel lontano 2002, ha ricordato il direttore del Centro, lo storico materano Raffaele Giura Longo intitolò proprio a Lamisco una raccolta di saggi storici sulla Basilicata, prodotti dalla Deputazione di Storia Patria per la Lucania. Secondo alcune fonti greche i Lucani, infatti, sotto la guida del mitico re Lamisco, giunsero ad essere considerati un popolo, un popolo “giusto e ospitale”, abitatore dei boschi e dedito prevalentemente alla pastorizia.

 

                  

Francesca Romana Uccella, Vincenzo Spera, Ferdinando Mirizzi, Nicola Toce

All’incontro sono intervenuti Ferdinando Mirizzi e Vincenzo Spera nella veste sia di relatori che di estensori di due densi saggi pubblicati nel volume. In particolare, Mirizzi è ordinario di Discipline demoetnoantropologiche e direttore, confermato per la seconda volta, del DiCEM dell’UNIBAS. Socio fondatore e membro dei Consigli direttivi dell’Associazione Nazionale degli Antropologi Culturali (ANUAC) e della Società Italiana per la Museografia e i Beni Demo-Etno-Antropologici (SIMDEA), i suoi temi di ricerca sono incentrati su questioni di antropologia museale e dei patrimoni culturali, di storia della cultura materiale, del territorio e degli insediamenti rurali, ed anche di fotografia etnografica. Vincenzo Spera, a sua volta, è ordinario di Storia delle tradizioni popolari nell’Università del Molise. Ha insegnato anche nelle Università di Bari, di Siena, al “Suor Orsola Benincasa” di Napoli. È membro fondatore dell’Associazione Italiana di Scienze Etno-Antropologiche (AISEA) e membro della Consulta Scientifica della Federazione Italiana delle Tradizioni Popolari (FITP). Ha condotto ricerche sull’arte e le feste popolari, tradizionali e di nuova introduzione, sui rituali della mietitura e sui “culti arborei”, e soprattutto sui Carnevali in Basilicata, a cominciare da quello di Tricarico, al quale ha dedicato una specifica pubblicazione. Alla serata è intervenuto anche Florindo Rubbettino, docente di Editing nell’Università del Molise, oltre che presidente dell’omonima prestigiosa casa editrice, che ha edito il libro.

   

Il pubblico (foto V. Sacco)

Il volume dall’elegante e raffinata fattura editoriale, si articola – è stato evidenziato – su due livelli: da un lato costituisce il catalogo di una selezione di maschere prodotte da Nicola Toce, dall’altro affronta un’analisi ad ampio raggio sulla maschera fin dall’epoca antica e sulle maschere e sui Carnevali della Basilicata attraverso gli scritti di Maria Letizia Casanova (già direttore del Museo di Palazzo Venezia), di Dania Caroli, di Roberto Leoni e della stessa curatrice del libro, Francesca Romana Uccella, che è antropologa ed itinerografa letteraria, con esperienze di ricerca all’Universitat de Girona e autrice di diversi itinerari letterari. Nell’opera s’impongono i due densi saggi sul tema dei Carnevali e delle maschere in Basilicata, un tema caro a Scotellaro e a Levi, su cui hanno lasciato pagine importanti per la conoscenza di queste tradizioni diffuse tra le realtà contadine lucane. Sono il saggio di Ferdinando Mirizzi (Carnevali e maschere in Basilicata), che analizza i Carnevali lucani nella dimensione del contemporaneo; e quello di Vincenzo M. Spera (Le maschere di una mascherata lucana: i Pulcinelli mostruosi di Aliano), che esamina la maschera di Aliano quale appartenente alla grande famiglia dei Pulcinella, diffusi in altre regioni centro-meridionali d’Italia.


 


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