Rocco Scotellaro
CENTRO DI DOCUMENTAZIONE
"Rocco Scotellaro e la Basilicata del secondo dopoguerra" Tricarico
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MOSTRA DOCUMENTARIA

CAMERATA N. 7
“Rocco Scotellaro (Tricarico, 1923 – Portici, 1953)”
Mostra documentaria

Matera, ex ospedale S. Rocco (ex carcere)
piazza S. Giovanni Battista

 




 

La mostra documentaria permanente è stata inaugurata il 25 marzo 2015 nella “camerata n. 7” dell’ex carcere di Matera, dove Rocco Scotellaro fu ingiustamente detenuto
dal 9 febbraio al 25 marzo 1950


 

 

La mostra, allestita dalla Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio della Basilicata e dal Centro di documentazione “Rocco Scotellaro”, è stata inaugurata nell’ex carcere di Matera il 25 marzo 2015 alla presenza del soprintendente Francesco Canestrini, del direttore del Centro di documentazione Carmela Biscaglia, dell’arch. Biagio Lafratta funzionario della stessa Soprintendenza e di un vasto pubblico. All’ingresso della cella, dove Scotellaro era stato recluso, è stata apposta una targa col seguente testo: «In questa camerata numero sette dell’antico carcere / Rocco Scotellaro / poeta e scrittore / sindaco di Tricarico (Mt) a soli ventitrè anni / guida dei contadini nelle lotte per la distribuzione delle terre / colpito da un’accusa infame ordita dai suoi avversari politici / visse l’esperienza dolorosa della detenzione / dal 9 febbraio al 25 marzo 1950».

    

L’atrio interno dell’ex carcere di Matera

La identificazione dell’ormai storica “camerata” è il risultato di un lavoro di ricerca condotto dall’arch. Lafratta sulla scorta di documenti dell’Archivio di Stato di Matera e dell’analisi delle pagine de L’uva puttanella, opera in cui lo stesso Scotellaro racconta con dovizia di particolari i giorni lì trascorsi a contatto con i detenuti, ai quali, com’è noto, leggeva le pagine del Cristo si è fermato a Eboli.

                    

Planimetria del carcere e dell’area circostante;
planimetria della “camerata n. 7” con simulazione della disposizione
delle brandine per i carcerati;
ricostruzione degli scorci panoramici dalla “camerata n. 7”

    

La “camerata n. 7” con l’allestimento della mostra

La “camerata n. 7” fu il luogo fisico dove il giovane sindaco di Tricarico fu detenuto a seguito del mandato di cattura n. 822/48 dell’8 febbraio 1950 con l’accusa di concussione, emanato nel bel mezzo del suo secondo mandato amministrativo al Comune di Tricarico. Subito dopo l’assoluzione, motivata per “non aver commesso il fatto” e “perché il fatto non costituisce reato”, seguita dalla scarcerazione, Scotellaro si dimise per dedicare alla ricerca quelli che furono i suoi ultimi anni di vita. Collaborò, infatti, agli studi condotti dalla Scuola di Portici sotto la guida di Manlio Rossi-Doria, realizzando la prima indagine dopo la caduta del fascismo, sulle scuole di Basilicata. Partecipò anche agli studi sulla società contadina in Lucania, condotti, tra gli altri, da Friederick G. Friedmann su Matera, “capitale della civiltà contadina”, che proprio in quei primi anni Cinquanta era diventata un vero laboratorio di analisi, attrattive anche di fotografi di fama internazionale. Avviò, inoltre, un’ampia ricerca sulla cultura dei contadini meridionali, affidatagli da Vito Laterza, ma che non potè ultimare a causa della morte prematura. La mostra illustra la vita e le opere di Rocco Scotellaro attraverso fotografie, documenti e riproduzioni di opere d’arte che grandi artisti gli hanno dedicato, a cominciare dal telero “Lucania ‘61” di Carlo Levi.

                 

Pannello introduttivo alla mostra
Ritratti di Rocco Scotellaro eseguiti da Mauro Masi, Carlo Levi,
Luigi Guerricchio, Giuseppe Antonello Leone;
Gli amici intellettuali di Rocco Scotellaro;

                

L’impegno politico e amministrativo di Rocco Scotellaro
Il rapporto di Scotellaro con i movimenti contadini e la riforma agraria;
I giorni del carcere;

                

La morte del poeta e il suo monumento funebre, progettato
dagli architetti del Gruppo BBPR: Gian Luigi Banfi, Lodovico Barbiano di Belgiojoso, Enrico Peressutti ed Ernesto Nathan Rogers;
Gli scritti di Rocco Scotellaro e le traduzioni inglesi delle sue poesie
(foto di M. Degrazia e V. Sacco)

Il materiale fotografico e documentario, esposto nella sala per illustrare la vita e le opere di Scotellaro, proviene in gran parte dal Centro di documentazione “Rocco Scotellaro” di Tricarico, che da anni conduce un lavoro di recupero di fonti sul poeta ed anche da donazioni di fotografie pervenute al Comune di Tricarico e al Centro da Mario Carbone, Gilberto Antonio Marselli, Franco Di Pede, Vito Sacco, Orlando Di Marino e dalla famiglia Scotellaro. Alcune immagini provengono dall’Archivio di Rocco Mazzarone per gentile concessione della sorella Filomena, altre sono tratte dalle seguenti pubblicazioni: Un poeta come Scotellaro. Iconografia, biografia e bibliografia di Rocco Scotellaro [a cura di G. Appella e F. Vitelli], Roma, Edizioni della Cometa, 1984; La Lucania di Scotellaro, Roma, Edizioni della Cometa, 1984; Il Mezzogiorno da Scotellaro ad oggi. Economia, letteratura, società, a cura di A. Larocca e G. Scognamiglio, Napoli, Liguori, 1996; Luigi Guerricchio. Opere dal 1953-1996, a cura di G. Appella, Roma Edizioni della Cometa, 1999; «Oggi e domani», XXXII, n. 7-8, luglio-agosto 2004.

 


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