Rocco Scotellaro
CENTRO DI DOCUMENTAZIONE
"Rocco Scotellaro e la Basilicata del secondo dopoguerra" Tricarico
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PRESENTAZIONE LIBRI

Presentazione del libro
Paolo Apolito
Ritmi di festa. Corpo, danza, socialità

Bologna, Il Mulino, 2014

 



 

Introduzione
Carmela Biscaglia
direttore Centro di documentazione

Saluto
Angela Marchisella
sindaco di Tricarico

Antonio Lerra
presidente Deputazione Storia Patria per la Lucania

Intervento e
coordinamento

Ferdinando Mirizzi
Direttore DICEM
Università degli Studi della Basilicata

Discutono con l’Autore

Eugenio Imbriani
Università degli Studi del Salento

Francesco Marano
Università degli Studi della Basilicata

Tricarico, 27 febbraio 2015
Centro documentazione



 

 

L’iniziativa è stata promossa dal Centro di documentazione “Rocco Scotellaro” insieme all’Università degli Studi della Basilicata, Dipartimento delle Culture Europee e del Mediterraneo: Architettura, Ambiente e Patrimoni culturali, rappresentato nel corso dell’incontro dal suo direttore, Ferdinando Mirizzi, e dalla Deputazione di Storia Patria per la Lucania per la quale è intervenuto il presidente, Antonio Lerra. Agli antropologi Eugenio Imbriani dell’Università degli Studi del Salento e Francesco Marano dell’Università degli Studi della Basilicata, è stato affidato il compito di analizzare il libro di Paolo Apolito ed intessere con lui ulteriori approfondimenti. Paolo Apolito – ha illustrato il direttore del Centro – è uno dei più autorevoli antropologi italiani, una delle voci più importanti che si levano da un ambito disciplinare che guarda ai temi della contemporaneità con un’ottica nuova. Ed è per noi motivo di grande soddisfazione la circostanza per cui è stato lo stesso autore a proporci la presentazione dell’opera Ritmi di festa. Corpo, danza, socialità, recentemente pubblicata per le Edizioni Il Mulino». Ordinario di Antropologia culturale nell’Università degli Studi di Roma Tre, a lui si devono altre opere significative tra cui, sempre per i tipi de Il Mulino, i volumi “Dice che hanno visto la Madonna”. Un caso di apparizioni in Campania e Il cielo in terra. Costruzioni simboliche di un'apparizione mariana; e per le Edizioni Feltrinelli Internet e la Madonna. Sul visionarismo religioso in Rete. Ricordiamo ancora per L’Ancora del Mediterraneo le pubblicazioni Il gioco del festival. Il romanzo del Giffoni Film Festival e, inoltre, Con la voce di un altro. Storia di possessione, di parole e di violenza, un’opera che offre uno spiraglio su uno degli ultimi casi di possessione nel Mezzogiorno d'Italia.

          

Interventi di Carmela Biscaglia e Antonio Lerra

Siamo di fronte ad un importante libro di antropologia, – ha evidenziato Ferdinando Mirizzi – perché Apolito utilizza tutti gli strumenti concettuali dell’antropologia nella elaborazione e nella costruzione del testo, cioè nella prospettiva di tipo antropologico nel senso di dare un contributo alla realtà contemporanea analizzando valori, comportamenti, situazioni di tipo universale con riferimenti alle differenze contestuali. Il libro, però, va oltre la disciplina in senso stretto, perché va oltre gli steccati della letteratura antropologica, attraverso una rigorosa utilizzazione di letteratura di vario genere come testi di narrativa e testi storici. Caratteristica importante del libro, che riflette la caratteristica di un antropologo come Apolito, che ha sempre inteso andare oltre la disciplina, cercando connessioni per produrre e proporre cultura al di là delle etichette, è quella di non essere destinato tanto alla comunità degli antropologi, ma tende a coinvolgere pubblici sempre più vasti. L’intervento di Eugenio Imbriani si è incentrato sul ruolo del performer nell’attivamento della festa e del sentimento della festa, mentre Francesco Marano si è soffermato sull’imitazione e il contatto come elementi fondamentali di una festa, sul ritmo, sulla differenza tra festeggiamento e festa.
      

Interventi di Ferdinando Mirizzi, Eugenio Imbriani, Francesco Marano

Nell’opera Ritmi di festa. Corpo, danza, socialità, Paolo Apolito dimostra come negli esseri umani la musicalità è una dote innata: Noi attraversiamo il tempo della nostra vita camminando, correndo, saltando, strisciando, toccando, scavando, tagliando, cucendo, bussando, carezzando, scrivendo, leggendo, parlando: sono tutte azioni che hanno intrecci ritmico-musicali. Il 24 dicembre 1914 – egli scrive su basi documentarie – sul fronte occidentale decine di migliaia di soldati nemici deposero spontaneamente le armi e celebrarono insieme il Natale. Un evento che colse del tutto impreparati gli alti comandi degli eserciti contrapposti. Come fu possibile, il giorno dopo, tornare a uccidersi? La festa non è forse prerogativa di una comunità, dunque impossibile tra nemici? Altri festeggiamenti inauditi, perfino nei lager e nei gulag, ci spingono a rileggere le stesse feste “normali”, per scoprire come un certo modo ritmico di stare insieme sia ben più che l’espressione di una futile nostalgia folkloristica: ha radici evolutive, attestate nella vita sociale dei primati nostri precursori, e corrisponde in termini sociali a quelle intense relazioni a due (tra madre e figlio, tra amanti, tra amici), che sono cardine di ogni esperienza vitale.

      

Performance di Paolo Apolito

Al termine della serata, l’autore del libro ha reso il suo contenuto in una performance  ( http://youtu.be/AU7aywpw3cA ), che era stata presentata nella sua forma integrale agli studenti del locale Liceo scientifico “Carlo Levi”, incontrati nel corso della mattinata. Con questa diversa tipologia comunicativa, certamente più efficace per un pubblico che non ha particolari predilezioni per libri e letture, – ha evidenziato Paolo Apolito – permette di scavalcare la barriera che divide lo scrittore di un libro dai sempre meno numerosi lettori.

      

             

La serata si è conclusa con l’esecuzione di danze popolari da parte dell’Associazione Lycosa Tarantula a cura di Maria Caravelli e con accompagnamento musicale di Adriano Paradiso, Antonio Miseo e Roberta Santangelo. (foto V. Sacco e D. Dipersia)

 

 


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