Rocco Scotellaro
CENTRO DI DOCUMENTAZIONE
"Rocco Scotellaro e la Basilicata del secondo dopoguerra" Tricarico
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PRESENTAZIONE LIBRI

Presentazione del libro
Giuseppe Palumbo
Uno si distrae al bivio
La crudele scalmana di Scotellaro
Sant’Angelo in Formis (Ce), Lavieri, 2013

 



 

Interventi
Carmela Biscaglia
direttore Centro documentazione

Angela Marchisella
sindaco di Tricarico

Marta Ragozzino
soprintendente ai
Beni Storici, Artistici e Etnoantropologici
della Basilicata

Pancrazio Toscano
studioso

Giuseppe Palumbo
autore del libro

Tricarico, 7 agosto 2013
ore 18,30
Centro di documentazione

 

 


L’iniziativa, promossa dal Centro di documentazione “Rocco Scotellaro e la Basilicata del secondo dopoguerra” e dalla Soprintendenza ai Beni Storici, Artistici e Etnoantropologici della Basilicata con il patrocinio del Comune di Tricarico, è stata finalizzata alla presentazione del libro di Giuseppe Palumbo, Uno si distrae al bivio. La crudele scalmana di Rocco Scotellaro. Con quest’opera, pubblicata a ricordo dei 90 dalla nascita del poeta lucano, il noto disegnatore di origine materana rende in fumetto lo scritto giovanile di Rocco Scotellaro (Uno si distrae al bivio), che venne pubblicato nel 1974, dopo vent’anni dalla morte. Il libro di Palumbo riapre l’attenzione sulla prima fase della vita di Scotellaro, quella della formazione e delle scelte giovanili. Sul piano letterario costituisce, come scrive Carlo Levi nella Prefazione, «il punto di partenza delle opere che sarebbero venute poi». È incentrato sulla figura di Giorgi Ramorra, l’alter ego con cui il protagonista instaura un colloquio che si chiude «nel momento in cui abbandona le strade della indeterminata e confusa adolescenza ed entra nella vita e nella persona compiuta». Sceglie la sua strada, assumendo un giudizio critico sulle strade da fuggire e su quelle da seguire.

        

I relatori e Giuseppe Palumbo

La scelta non fu facile per un ventenne qual era Rocco Scotellaro nel 1942-‘43, anni ai quali risale la stesura del racconto. Gli furono di supporto – è stato evidenziato dai relatori – la profonda cultura classica, le esperienze di vita già maturate, la grande apertura al mondo che cambiava. Giovane intelligente e versato per gli studi, come tanti ragazzi della Lucania più interna di quel primo quarantennio del Novecento, con grandi sacrifici era stato sostenuto dalla famiglia in un percorso scolastico che lo aveva portato (e lo avrebbe portato) in varie città d’Italia. Nel momento in cui si iscrisse all’Università, l’Italia era ancora sotto il giogo dell’oppressione fascista ed era in guerra. Dopo l’8 settembre 1943 e con l’arrivo delle truppe anglo-americane, la Lucania avviò in anticipo rispetto al Centro-Nord d’Italia il processo di democratizzazione. Il giovane Scotellaro fu tutto dentro a questi eventi. Il ’43 fu l’anno delle grandi scelte per i giovani italiani che, pur essendo stati educati nelle scuole fasciste, non avevano alcun legame con il regime, si dichiaravano antifascisti e decisero di impegnarsi in politica per un’Italia che finalmente si apriva al mondo nuovo e alla libertà.

     

Giuseppe Palumbo e Marta Ragozzino

Marta Ragozzino si è soffermata su Giuseppe Palumbo, ritenuto il miglior disegnatore italiano e sugli importanti premi conseguiti (“Yellow Kid”, il “Bonaventura” e l'“Attilio Micheluzzi”). Palumbo fa il suo esordio di autore di fumetti nel 1986 sul quotidiano «Reporter» e sulla rivista «Tempi supplementari» della Primo Carnera, casa editrice di «Frigidaire», un mensile a fumetti su cui crea il suo personaggio più noto, Ramarro, il primo supereroe masochista, parodia tragicomica del super uomo. Dopo la laurea in Lettere antiche (1990), si trasferisce a Milano dove s’impegna nella creazione e redazione di due riviste, «Mondo Mongo» e, soprattutto, «Cyborg» (Saiborg), la prima rivista a fumetti Cyber Punk (Saiber Pank), avviando una più stretta collaborazione con Daniele Brolli. Trasferitosi a Bologna (1992), lavora con la casa giapponese Kodansha, per la quale inizia la progettazione tuttora in atto di un personaggio comico, Cut. Entra quindi (1993) nello staff di Martyn Mystére della Sergio Bonelli Editore, realizzando due numeri dell’«Almanacco del Mistero». Diventa consigliere speciale della casa editrice Phoenix (1994), fondata da Daniele Brolli, per la quale realizza la miniserie da libreria «Jumbo». Cura graficamente ed in parte illustra il volume Sogni ad occhi aperti, catalogo dell’omonima mostra tenuta a Bologna nel ‘95, che raccoglie le storie di dodici grandi autori italiani, usciti alcuni anni prima sulle pagine de «Il Manifesto».


 


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