Rocco Scotellaro
CENTRO DI DOCUMENTAZIONE
"Rocco Scotellaro e la Basilicata del secondo dopoguerra" Tricarico
::home ::sede ::il centro ::Rocco Scotellaro ::organi ::progetto ::regolamento ::contatti




PRESENTAZIONE LIBRI

Presentazione del libro
Silvia Mele,
“Io sono un o degli altri”. La poesia di Rocco Scotellaro
Introduzione di Paolo Briganti
(EditricErmes, 2016)

Tricarico, 15 novembre 2017
Palazzo ducale, ore 17,30

Saluti

Angela Marchisella
sindaco di Tricarico

Sabrina Lauria
capogruppo FAI di Tricarico

Interventi

Carmela Biscaglia
direttore Centro documentazione

Silvia Mele
autrice

Lucio Attorre
Università degli Studi della Basilicata
EditricErmes

Reading di poesie
in italiano e inglese

a cura degli studenti – apprendisti ciceroni del Gruppo FAI di Tricarico

 

L’incontro volto alla presentazione del volume di Silvia Mele “Io sono uno degli altri”. La poesia di Rocco Scotellaro, è stato promosso dal Centro di documentazione e dalla Deputazione di Storia Patria per la Lucania, per ricordare la morte del poeta avvenuta il 15 dicembre di 64 anni orsono. Vi hanno aderito il Polo Museale della Basilicata, il Comune di Tricarico con una delibera di Giunta e con la presenza del sindaco Angela Marchisella, Unione Cattolica Stampa Italiana di Basilicata, il Gruppo FAI di Tricarico presente con il suo capogruppo Sabrina Lauria, e la ErmesEditrice che ha pubblicato il volume, rappresentata dall’editore Lucio Attorre, docente di Storia contemporanea all’Università della Basilicata.

  

Palazzo ducale, sala conferenze

La foto di copertina del libro - ha spiegato il direttore del Centro - pubblicata per la prima volta, ritrae un giovanissimo Scotellaro col segno del lutto sul bavero della giacca per la morte di suo padre. Fu scattata nel ‘42 quando, conseguita la maturità classica al prestigioso Liceo-ginnasio “Giovanni Prati” di Trento, si era iscritto all’Università di Roma e, per mantenersi agli studi, faceva l’istitutore al Regio Convitto Nazionale di Tivoli. La morte del padre e l’imperversare della guerra lo indussero però a tornare nella sua terra. Maturò allora il suo pensiero politico proprio nei drammatici anni 1943-1944 vissuti in Basilicata, terra di ebrei internati e di confinati politici come Carlo Levi, Manlio Rossi-Doria, Camilla Ravera, Emilio Sereni, Franco Venturi, ma anche regione che, dopo l’8 settembre del ’43, avviò in anticipo rispetto al centro-nord d’Italia il processo di democratizzazione della vita civile e politica in un clima irto di difficoltà e di tensioni. Nel dicembre del ‘43 Scotellaro si scrisse al Partito Socialista e da quel momento ebbe inizio il suo impegno politico, sempre intrecciato con quello letterario.

                    

Carmela Biscaglia, Silvia Mele, Sabrina Lauria
Il busto di Scotellaro in terracotta, opera dell’artista Rocco Grassi

Il volume di Silvia Mele – è stato quindi illustrato - scaturisce da una ricerca volta alla stesura della sua tesi di laurea magistrale in Lettere classiche e moderne, conseguita all’Università di Parma sotto la guida di Paolo Briganti. Questo docente di Letteratura italiana contemporanea nella stessa università si era imbattuto in Scotellaro lavorando sul «Raccoglitore», una rivista parmense degli anni Cinquanta, dove Scotellaro aveva pubblicato la poesia Cena. Il suo direttore, Mario Colombi Guidotti, aveva poi conosciuto lo scrittore lucano nel novembre del ‘53, a Palermo, durante un convegno sulla narrativa siciliana e, diventatogli amico, gli aveva pubblicato la poesia nel numero della rivista che sarebbe uscito il successivo 10 dicembre. Scotellaro, morto cinque giorni dopo, non potè vederla pubblicata. Nella sua Presentazione al libro della Mele, Briganti pone in evidenza il buon risultato della ricerca per l’esaustività e la bibliografia critica ben selezionata e sapientemente utilizzata, come pure la scelta di non inserire la poesia di Scotellaro in una precisa categoria letteraria, ma piuttosto sottolineando i vari aspetti che convergono nella sua poetica, gli influssi letterari e popolari, le letture, le conoscenze, gli incontri, che hanno influenzato e arricchito la sua esperienza umana e letteraria.

      

Lucio Attorre e i relatori

Uno dei temi affrontati nel volume di Silvia Mele è quello dell’amore in Scotellaro. Dalle sue poesie emergono le tante giovani alle quali aveva legato i suoi sentimenti e alcune si possono anche riconoscere, come Marion Rosselli e Vittoria Botteri di Parma. Una sola però il poeta ha voluto identificare, Isabella. E la Mele ne segnala per la prima volta il nome completo. È Isabella Santangelo, testimoniata da una lettera che ella scrisse il 16 febbraio 1950 mentre Scotellaro era in carcere, a Michele Prisco, noto scrittore e giornalista campano e suo amico. Era la fidanzata di Scotellaro, a tutt’oggi vivente e a lui rimasta legata per tutta la vita.

                

Gli studenti liceali
Ivana Calabrese, Alessio Pafundi, Chiara Carbone, Angela Cetani,
Maria Paola Carbone, Anna Sardone, Angela Fioravante,
Maria Teresa Zasa, Bernadette Maggio, Fabio Caputo

              

D’intesa con i dirigenti del Liceo Scientifico “Carlo Levi” e del Liceo delle Scienze umane e Linguistico “Gesù Eucaristico” di Tricarico, e con il capogruppo del FAI, hanno partecipato all’iniziativa anche gli studenti di questi istituti, già impegnati da diversi anni come “apprendisti ciceroni” negli eventi del FAI, trasformando questa iniziativa in un momento del progetto di Alternanza scuola-lavoro, attraverso la lettura di alcune poesie di Scotellaro, sia in italiano che nella traduzione in inglese di Caroline Maldonado e Allen Prowle.

(foto Sonia Sacco)


 


Centro di documentazione Rocco Scotellaro
TRICARICO (MT)
info@centrodocumentazionescotellaro.org

All right reserved © Prodel


Omaggio Pagnotta