Rocco Falciano (Potenza 1933) è artista formatosi tra Napoli e Roma, ove vive. Le sue prime esposizioni risalgono agli anni '50, con i ritratti di terracotta e disegni (Rassegna lucana di arti figurative, Potenza '53) e la partecipazione alla Mostra nazionale arti figurative al Palazzo delle Esposizioni (Roma '58). Frequenta lo scultore Marino Mazzacurati ed intreccia un sodalizio artistico con Ettore de Conciliis, con cui realizza nella chiesa di S. Francesco d'Assisi ad Avellino il grande murale della pace «Bomba atomica e coesistenza pacifica». Si dedica per dieci anni (1965-1975) alla pittura murale di impegno civile (nel '72 è tra i fondatori, con Ettore de Conciliis, Wendy Feltman e Pio Valeriani, del Centro di arte pubblica popolare di Fiano Romano) con opere di grandi dimensioni su parete a Mantova, Cadelbosco (Reggio Emilia), nel Centro Studi «Danilo Dolci» a Trappeto (Palermo), a Fiano Romano, a Cerignola (Foggia). Con lo stesso de Conciliis e Giorgio Stockel nel 1981 lavora al progetto e alla realizzazione del «Memoriale di Portella della Ginestra» in Sicilia, fuori dal territorio urbano (Land art). Si concentra poi sull'interpretazione di paesaggi e nature morte, prediligendo la tecnica dell'acquerello. Espone, tra l'altro, a New York, Toronto, Stoccarda. Partecipa alla IV edizione della Rassegna internazionale di arte contemporanea sul tema «Dei campi e della civiltà contadina a Sud di Procida» a cura di Andrea Iovino (Castello Macchiaroli di Teggiano, Salerno, 1997). Nel '99 espone alla Galleria Il Canovaccio di Roma e dona un’opera al Museo d’Arte Moderna di Bernalda-Metaponto. Nel 2001 l’Alitalia promuove una sua personale all’aeroporto di Torino Caselle e nel 2002-03 una di acquerelli nell’aeroporto «Leonardo da Vinci» di Roma. Nel 2002 un suo quadro da titolo «Il giardino con sedia e peperoni» è acquistato dal Museo d’Arte Contemporanea di Roma. Partecipa come scultore alla realizzazione del Parco della pace in località La Pisana (Roma). Su di lui: Rocco Falciano. Acquerelli, a cura di Marco Falciano, Avellino 2004.
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