Nel cinquantenario della morte. Opere di Rocco Falciano, Mauro Masi, Gerardo Corrado, Michele Santangelo
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Tricarico, Palazzo Ducale, 7-23 maggio 2004
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Matera, Biblioteca Provinciale "Tommaso Stigliani", 1-10 dicembre 2004
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Potenza, Museo Provinciale, 15-dicembre 2004-27 gennaio 2005 |
Collettiva allestita in occasione del convegno di studio su «Scotellaro scrittore. Storicità e attualità di un'esperienza» per il cinquantenario della morte del poeta di Tricarico (Tricarico, 7, 8, 9 maggio 2004).
Testimonia, se pur relativamente ad un gruppo di artisti, il forte legame della produzione pittorica lucana del secondo Novecento con l'esperienza letteraria e politica di Scotellaro, come pure i riflessi dell'impatto emotivo e coscienziale delle opere di Carlo Levi sull'arte figurativa regionale. Emerge un lessico familiare comune tra poesia e pittura, fatto di «affetti e di sentimenti del microcosmo lucano», ai quali, come scrive Gerardo Corrado curatore della mostra, Scotellaro come Sinisgalli avevano dato voce e contenuto poetico per la prima volta. É noto, del resto, l'interesse di Rocco Scotellaro nei riguardi delle arti figurative, soprattutto dell’esperienza neorealista del cinema italiano come dimostrano la stesura di alcuni soggetti cinematografici e le relazioni intessute con i maggiori registi del tempo. Egli seguì anche con interesse i percorsi artistici dei pittori della sua terra, che operavano tra Roma, Napoli, Potenza e Matera, come Mauro Masi di cui fu compagno di liceo, Maria Padula, Giuseppe Antonello Leone e Luigi Guerricchio, con i quali strinse un sodalizio fatto di fraterna amicizia e di impegno intellettuale.

Napoli, 21 giugno 1953, terrazza di San Martino.
Rocco SCotellaro con Mimma Trucco, Luigi Guerricchio con amici e suoi parenti
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Montemurro (Pz) 1948.
Da sinistra: Mimì Bonelli, Giorgia de Cousandier, Rocco Scotellaro, Maria Padula, Filippo Borra, Leonardo Sinisgalli, Giuseppe Antonello Leone
Lo stesso Scotellaro, del resto, si cimentava spesso in disegni
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