Rocco Scotellaro
CENTRO DI DOCUMENTAZIONE
"Rocco Scotellaro e la Basilicata del secondo dopoguerra" Tricarico
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MOSTRE DOCUMENTARIE
 

Mostra documentaria «Uniti si vince: 1955-2005: 50 anni dalla nascita della Alleanza dei Contadini: Una storia fotografica», a cura della Confederazione Italiana Agricoltori con la collaborazione dell’Istituto “Alcide Cervi” di Gattatico (RE) e della Fondazione “Emilio Sereni”.

     
Tricarico (Mt), Centro di documentazione, 24 maggio-6 giugno 2008
Matera, Biblioteca Provinciale “Tommaso Stigliani”, 7-20 giugno 2008

La mostra è stata allestita a Tricarico in occasione del Seminario di studio su “Terre di Riforma Agraria: il caso Calle di Tricarico” (23 maggio 2008), promosso dal Centro di documentazione; e a Matera in occasione della Tavola rotonda per la presentazione del volume di Guido Spera “Storia ed evoluzione di una azienda agricola in Lucania”, Introduzione di Franca Assante, Congedo Editore, Galatina 2007 (24 maggio 2008), promossa dalla Biblioteca Provinciale “Tommaso Stigliani” di Matera, dal Centro di documentazione “Rocco Scotellaro e la Basilicata del secondo dopoguerra” e dalla Deputazione di Storia Patria per la Lucania.

L’esposizione illustra attraverso documenti fotografici disposti su 10 pannelli, il cammino compiuto dal mondo agricolo italiano dal 1955 al 2005 all’interno della più generale storia nazionale e analizza le forme organizzative delle grandi battaglie per dare dignità e sviluppo all’agricoltore.
IL FASCISMO E LE CAMPAGNE: Con la caduta del regime fascista, che ha sempre puntato più su azioni di propaganda piuttosto che su una valida tutela e valorizzazione del mondo agricolo, e con la fine della seconda guerra mondiale, l’agricoltura è nella più completa precarietà. Nelle campagne i grandi latifondisti continuano a svolgere un ruolo egemone. I piccoli coltivatori e i braccianti, invece, vivono in una condizione di grave emarginazione.

   

AGRICOLTORI E LIBERAZIONE: Molti coltivatori e braccianti hanno fornito il loro prezioso e valoroso contributo alla lotta di Liberazione, aiutando nella Resistenza i partigiani con ogni mezzo. All’indomani del 25 aprile c’è tanta voglia di ricominciare e di ricostruire una nuova Italia, libera e democratica. Sotto il profilo economico non si pensa solo all’industria. Si guarda anche ad un’agricoltura troppo arretrata e in mano ai grandi proprietari terrieri. Si vuole dare a questo settore un volto nuovo, ma soprattutto risposte valide a chi lavora nella campagne.


           

GLI AGRICOLTORI SI ORGANIZZANO: Davanti alle grandi difficoltà dell’agricoltura italiana e ai problemi dei coltivatori e dei braccianti, nell’immediato dopoguerra comincia a svilupparsi l’esigenza di dare voce a questo mondo totalmente ignorato. Nasce nel 1944 la Confederazione nazionale dei coltivatori diretti, La Federterra, diventata Confederterra, aggrega la Federbraccianti, la Federmezzadri e l’Associazione dei coltivatori diretti. Cominciano così grandi battaglie per dare dignità all’agricoltore.
I DISAGI NELLE CAMPAGNE: Subito dopo la metà degli anni ’40 circa il 50% della popolazione attiva era impegnata in agricoltura, mentre gli addetti alle manifatture e all’artigianato avevano superato il 27%. Gli agricoltori vivono e lavorano tra profondi disagi, con redditi bassissimi e nell’arretratezza. Nelle campagne cresce un profondo malumore spontaneo. Si registrano le prime tensioni e braccianti e mezzadri danno vita a manifestazioni e scioperi.

            

LOTTE PER LA TERRA: Comincia a prendere forza un vasto e importante movimento di lotta nelle campagne. Braccianti, mezzadri e contadini, spinti dalla fame e dalla disperazione, arrivano ad occupare molte terre incolte e di latifondisti. Nascono così dimostrazioni che sfociano anche nel sangue. È scontro sociale. Gli eccidi di Melissa e di Portella della Ginestra sono le pagine più tragiche. Si vivono in quegli anni stati d’animo, passioni, impegno, iniziative di un movimento che si organizzava, ma anche l’arroganza degli agrari.
PER UNA MAGGIORE DIGNITÀ: La Confederterra insieme alla Federbraccianti, alla Federmezzadri e all’Associazione dei coltivatori diretti diventano importanti punti di riferimento non solo per i braccianti, ma anche per mezzadri e coloni che vivono al limite della sussistenza. Queste organizzazioni della sinistra, che si contrappongono alla Coltivatori diretti e alla Confagricoltura, si fanno portavoce delle istanze degli agricoltori, ne interpretano il malcontento e cercano, con iniziative in tutta Italia, di dare le opportune risposte.

       

LA RIFORMA AGRARIA: Le lotte contadine e le occupazioni delle terre spingono il Governo a varare nel maggio del 1950 la riforma agraria, che prevedeva l’esproprio di migliaia di ettari di terreno da distribuire ai braccianti, ai coltivatori, ai coloni privi di fondi e di mezzi finanziari. Tuttavia, la riforma, anche perché era soltanto una “legge stralcio” e mostrava quindi tutti i suoi limiti, non risolse completamente i problemi dell’agricoltura italiana. Fu, comunque, un fondamentale passo avanti che aprì nuove prospettive  nelle nostre campagne.

      


NASCE L’ALLEANZA: Nel 1955 nasce l’Alleanza nazionale dei contadini. L’organizzazione portò subito avanti una serie di iniziative per far uscire l’agricoltura dai suoi annosi problemi e garantire agli imprenditori agricoli migliori condizioni di vita. Molte le conquiste, a cominciare dalla riforma dei Patti agrari. Quelle dell’Alleanza furono scelte coraggiose e lungimiranti, che seppero dare una svolta cruciale al settore. Da quello spirito ideale si sviluppò una pagina di storia irripetibile, che portò l’agricoltura verso nuovi orizzonti e aprì la strada ad un vero sviluppo. I tre primi presidenti dell’Alleanza nazionale dei contadini sono stati: Ruggero Grieco, Emilio Sereni e Attilio Esposto. L’Unità fu la parola d’ordine della prima organizzazione e al 1° congresso dell’Alleanza partecipò Papà Cervi.

      

UN IMPEGNO CHE NON FINISCE: A metà degli anni ’70 l’Alleanza dei contadini, insieme alla Federmezzadri e alla Unione Coltivatori Diretti, dà vita ad un processo di riconfigurazione della rappresentanza in agricoltura. E questo avviene attraverso la Costituente contadina, che nel dicembre 1977 promosse la nascita della Confederazione Italiana Agricoltori. Nel giugno 1992, al suo 5° congresso, l’organizzazione, per valorizzare il ruolo moderno dell’agricoltore, delle imprenditrici agricole e delle loro aziende, modifica la sua denominazione e assume quella attuale di Confederazione Italiana Agricoltori. Gli suoi presidenti sono stati Giuseppe Avolio, Massimo Pacetti e Giuseppe Politi.

(Foto e testi tratti dal depliant “Uniti si vince. 1955-2005. 50 anni dalla nascita della Alleanza dei contadini. Una storia fotografica”, Confederazione Italiana Coltivatori [2005])


 


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