Rocco Scotellaro
CENTRO DI DOCUMENTAZIONE
"Rocco Scotellaro e la Basilicata del secondo dopoguerra" Tricarico
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MOSTRE DOCUMENTARIE
 

Mostra documentaria «Un ritratto per raccontarsi. Scene di vita lucana dell’Archivio Pinto. Avigliano 1860-1960». Progetto e coordinamento di Alberto Baldi (Università “Federico II” di Napoli), redazione di Angela Verrastro e Tonia Zito.

          
Tricarico, Centro di documentazione, 15 dicembre 2006-15 gennaio 2007

Attraverso una scelta ragionata di fotografie e documenti inediti, provenienti dal prezioso archivio privato di Giambattista Pinto di Avigliano (Potenza), la mostra illustra un secolo di storia della cittadina lucana, intrecciandosi con gli eventi di più vasta portata che interessarono la Basilicata dalla prima guerra mondiale al fascismo, al secondo conflitto, alle ondate migratorie dirette soprattutto nel continente americano. Da questa galleria della memoria affidata a 40 pannelli che si articolano nelle sezioni: “Il paese”, “La famiglia”, “Le istituzioni”, “In divisa”, “Gli uomini illustri”, “I mestieri”, “Il tempo libero”, “La devozione”, “L’emigrazione”, emerge una comunità variegata e complessa se pur salda nei suoi valori fondanti, con un radicato senso dello stato e dell’istituzione laica e religiosa.

 
           
 
La mostra costituisce un supporto divulgativo al volume di Alberto Baldi, Scatti per sognare. Avigliano nelle fotografie dell’archivio Pinto (Electa, Napoli 2004). Se il volume, infatti, è legato a vincoli di natura scientifica, al rispetto del dato etnografico e di criteri filologici, la rassegna invece offre una più immediata e rapida lettura dell’archivio stesso e permette una comunicazione divulgativa e spettacolare.
Il volume e la mostra sono il risultato di un complesso lavoro condotto presso il “Centro Interdipartimentale di ricerca audiovisiva per lo studio della cultura popolare” dell’Università “Federico II” di Napoli, su progetto e coordinamento scientifico ed artistico di Alberto Baldi e Andrea Pinto, redazione scientifica ed artistica di Angela Verrastro e Tonia Zito, che ha permesso innanzitutto il recupero e la catalogazione del fondo fotografico Pinto, che si compone di circa 2300 immagini datate dalla seconda metà dell’Ottocento agli anni Sessanta del Novecento. Tra esse le foto di famiglia offrono riflessioni in una prospettiva antropologica.

 


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