Rocco Scotellaro
CENTRO DI DOCUMENTAZIONE
"Rocco Scotellaro e la Basilicata del secondo dopoguerra" Tricarico
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MOSTRE DI FOTOGRAFIA

“AZ – Arturo Zavattini fotografo – Viaggi e cinema. 1950-1960“
Mostra antologica
ideata e curata da Francesco Faeta e Daniele Fragapane
realizzata dall’Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia
Roma, Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari
5 dicembre 2015 – 28 marzo 2016

 

    

Ideata e curata da Francesco Faeta e Giacomo Daniele Fragapane, la mostra è stata realizzata dall’IstitutoCentrale per la Demoetnoantropologia - Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari, in collaborazione con l’Università degli Studi di Messina(Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne), l’Archivio Cesare Zavattini di Roma e il Centro di documentazione “Rocco Scotellaro e la Basilicata del secondo dopoguerra” di Tricarico (Matera), e con l’adesione delle associazioni AISEA (Associazione Italiana di Scienze Etno-Antropologiche), ANUAC (Associazione Nazionale Universitaria degli Antropologi Culturali), SIMBDEA (Società Italiana per la Museografia e i Beni Demoetnoantropologici), SISF (Società Italiana di Studi sulla Fotografia), e il patrocinio della Direzione Generale per il Cinema del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo.

                      

LA MOSTRA espone oltre 170 fotografie in bianco e nero, che illustrano l’intensa attività di street photographer di Arturo Zavattini tra il 1950 e il 1960, decennio cruciale della storia del Novecento. Nel loro insieme costituiscono un'ampia selezione di quanto presente nell'archivio del fotografo, regesto significativo della sua produzione, che comunica le idee della fotografia e della realtà che egli custodì, e la sua postura intellettuale in anni di intensa e complessa vicenda culturale italiana. Benché le immagini iniziali di Zavattini, nate nello straordinario crogiolo di presenze e idee che gravitava attorno a suo padre Cesare, nella casa (laboratorio e studio) di Via Santa Angela Merici in Roma, possono essere datate al 1950, è con la partecipazione alla inaugurale spedizione scientifica effettuata da Ernesto de Martino a Tricarico, in Lucania, nel giugno del 1952, che abbiamo una prima serie sistematica di fotografie, utili a documentare il Mezzogiorno italiano di quegli anni e indispensabili per ricostruire la vicenda dell'etnografia visiva del grande antropologo. Da quel momento, la macchina fotografica diventa per Zavattini compagna di viaggio e taccuino di appunti, sia nei suoi spostamenti personali, sia nei momenti di riposo o di pausa durante le riprese dei film, con attenzione particolare per la realtà etnografica, prima ispiratrice delle sue immagini, e per la realtà sociale, quale veniva riverberata nel complesso movimento di cultura politica, letteraria, artistica e visiva noto come Neorealismo. Zavattini, però, mantiene una cifra intellettuale e figurativa che si ascrive dentro le linee di un più pacato realismo etnografico, distinto da grande attenzione alla vicenda umana (in particolare a quei "bambini [che] ci guardano", scaturiti dalla fantasia del padre sceneggiatore e di Vittorio De Sica), da una più libera costruzione figurativa, da un'attitudine a vedere la strada e la sua vicenda.

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LE SEZIONI DELLA MOSTRA. Una selezione indicativa del lavoro complessivo realizzato da Zavattini con de Martino costituisce la prima sezione della mostra e appare nella prima sala con il titolo Viaggio in Lucania. Si tratta di un nucleo omogeneo di immagini realizzate a Tricarico nel giugno del 1952 all’interno della famosa spedizione etnografica in Lucania di Ernesto De Martino e oggi facente parte del Fondo “Tricarico negli scatti di Arturo Zavattini, 1952” di proprietà del Centro di documentazione “Rocco Scotellaro” e Comune di Tricarico. La seconda sezione (Viaggi in Italia) è organizzata come un ideale itinerario dal Nord al Sud con immagini realizzate a Roma, a Napoli e in altre città e contrade italiane, che documentano la vita sociale in strada e, in particolare, la condizione dei bambini. La terza sezione (Viaggio in Thailandia) comprende un reportage a Bangkok, a Phetchaburi e nel nord della Thailandia: sono immagini scattate a latere delle riprese del film La diga sul Pacifico di René Clément, tratto dal romanzo di Marguerite Duras (1957).

             

La quarta sezione (Viaggio a Cuba) mostra le immagini scattate a Cuba nel 1960, poco dopo la rivoluzione castrista, a margine delle riprese del film Historias de la revolución di Tomás Gutierréz Alea, alle quali Zavattini collaborò in veste di operatore, nell'ambito di un progetto italiano di sostegno alla nascente cinematografia cubana. Suggestiva è la quinta sezione (Backstage), dedicata al rapporto dell'autore con il set: fotografie di personaggi di grande popolarità come Federico Fellini, Vittorio De Sica, Marcello Mastroianni, Sofia Loren, colti nelle pause delle lavorazioni da uno sguardo curioso e confidenziale. Tutte le fotografie in mostra sono stampate in grande formato su carta baritata: le 20 relative alla Lucania furono stampate da Roberto Bossaglia nell'inverno del 2003, mentre le altre lo sono state da Claudio Bassi in occasione di questa mostra, per il Laboratorio "Fotogramma 24" di Marco e Simona Bugionovi.  

              

Arturo Zavattini è noto, oltre che come operatore cinematografico e direttore della fotografia di molti film importanti, non solo italiani, anche come fotografo in ambito etnografico per aver accompagnato Ernesto de Martino nella sua spedizione in Lucania nel 1952. Egli ha continuato a praticare la fotografia per molti anni, producendo un numero cospicuo di immagini. La sua cultura fotografica è maturata a stretto contatto con il neorealismo italiano e con il realismo americano (collaborò, ad esempio, con Paul Strand per la realizzazione del celebre volume fotografico Un Paese). Ha saputo legare aspetti della cinematografia e della fotografia, con curiosità, arguzia e spirito critico. Zavattini, preziosa memoria dell’epoca, ha lavorato, in questi ultimi anni, a mettere ordine nel suo archivio in modo da realizzare questa mostra completa su di lui, che copre un decennio (1950-1960), di grandissimo interesse per la storia dell’immagine e per quella del nostro Paese.
La mostra è accompagnata da un catalogo, edito da Contrasto, con testi critici dei curatori Francesco Faeta e Giacomo Daniele Fragapane e con contributi di Pietro Clemente, Emilia De Simoni, Maura Picciau, Claudio Piersanti.



http://www.beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/sito-MiBAC/Contenuti/MibacUnif/Eventi/visualizza_asset.html_103318504.html
http://www.idea.mat.beniculturali.it/attivita/eventi/item/550-az-arturo-zavattini-fotografo
http://roma.corriere.it/notizie/cultura_e_spettacoli/15_dicembre_13/arturo-zavattini-scatti-viaggi-cinema-0e832eea-a1d1-11e5-80b6-fe40410507f1.shtml?refresh_ce-cp

 


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