Rocco Scotellaro
CENTRO DI DOCUMENTAZIONE
"Rocco Scotellaro e la Basilicata del secondo dopoguerra" Tricarico
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MOSTRE DI FOTOGRAFIA

Mostra fotografica
La terra parla. Ritorno nella terra di Rocco Scotellaro,
poeta della liberta' contadina.
Reportage di Giuditta Pellegrini

Tricarico, Polo museale di Basilicata
Sede di Palazzo ducale
2-23 agosto2015

 

 

Domenica 2 agosto 2015 nei saloni del Palazzo ducale di Tricarico è stata inaugurata la mostra “La terra parla. Ritorno nella terra di Rocco Scotellaro, poeta della libertà contadina”, Reportage di Giuditta Pellegrini. L’iniziativa è stata promossa dal Centro di documentazione "Rocco Scotellaro e la Basilicata del secondo dopoguerra" e dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo – Polo Museale di Basilicata, Soprintendenza Archeologia – Sede di Palazzo ducale di Tricarico, in collaborazione con l’Università degli Studi della Basilicata – Dipartimento delle Culture Europee e del Mediterraneo: Architettura, Ambiente e Patrimoni Culturali (DiCEM), e con il patrocinio del Comune di Tricarico. La mostra è stata introdotta dagli interventi di Maria Antonietta Carbone, responsabile della Sede Palazzo ducale di Tricarico del Polo museale di Basilicata, su La forza delle immagini; di Carmela Biscaglia, direttore del Centro documentazione “Rocco Scotellaro”, che si è intrattenuta su Rocco Scotellaro e il mondo contadino con lettura di versi di Scotellaro eseguita dall’attore Rocco Ditella.

        

Vito Sacco, Maria Antonietta Carbone, Cristos Xiloyannis,
Carmela Biscaglia, Rocco Ditella, Giuditta Pellegrini
(foto Pellegrini e Sacco)

Ha suscitato molto interesse la relazione di Cristos Xiloyannis, docente di Fisiologia delle specie da frutto, Frutticoltura generale e Tecniche vivaistiche nell’Università degli Studi della Basilicata, membro della Commissione Scientifica della Stazione di Ricerca Metapontum Agrobios di Metaponto e della Commissione Tecnico-scientifica della Assofruit, nonché componente del Comitato Scientifico del periodico “Rivista di Frutticoltura”. Il professore ha intrattenuto il pubblico particolarmente numeroso all’evento, sul tema Nutrire la nostra terra: il ruolo della gestione sostenibile, soffermandosi da grande esperto qual egli è soprattutto nel settore dell’olivocoltura, sugli odierni problemi dell’agricoltura lucana. Ha preso la parola anche l’autrice delle fotografie Giuditta Pellegrini, videomaker, fotografa e giornalista di origine umbra, che si è intrattenuta su Agricoltura: cultura della terra e del cibo nel mondo di ieri e di oggi. La serata è stata coordinata da Vito Sacco, vice presidente UCSI – Basilicata. Nell’intervento introduttivo, Sacco ha evidenziato come la Pellegrini, che collabora con alcune riviste italiane quali Yoga Journal e Aam Terra Nuova e sta conducendo una ricerca sulla cultura contadina italiana, ha al suo attivo altre importanti mostre sul dopoguerra in Bosnia nel 1998, sui campi profughi palestinesi in Libano, sulla trasformazione verso la modernità nei villaggi rurali in Cina, sulle donne della resistenza in Italia e sulla battaglia per la sovranità alimentare delle donne dalit in India. Con il reportage di Tricarico, realizzato tra giugno 2014 e gennaio 2015, la fotografa ha tratto spunto dalla figura di Rocco Scotellaro politico e scrittore, che portò all'attenzione del tempo l'universo rurale italiano nel contesto della Basilicata dei primi anni Cinquanta, che rappresentava l'ultimo baluardo di un mondo che stava inesorabilmente scomparendo.

      

Le terre della riforma fondiaria in agro di Tricarico
(foto G. Pellegrini, 2014)

        

“u masc” e la processione del Corpus Domini a Tricarico
(foto G. Pellegrini, 2014)

      

Le “maschere” di Tricarico e i canti popolari
(foto G. Pellegrini, 2015)

Ma cosa ci può raccontare oggi questa terra, – si chiede Pellegrini – dove ancora qualcosa permane di un contesto che le parole del sindaco-poeta sembrano aver incastonato in un tempo eterno? Forse una comunità unita intorno a delle tradizioni ancora vive, che ci narra delle nostre radici contadine e di quel passaggio cruciale che portò l'Italia verso l'agricoltura industriale. Ma quali sono i connotati dell’odierna agricoltura, dal momento che ciò che mangiamo deriva da un processo agricolo più o meno meccanizzato o più o meno dipendente da imput esterni? Qual è la specificità dell'Italia riguardo a questo tema? La Pellegrini ha spiegato le ragioni che l’hanno portata ad intraprendere la ricerca alle origini della nostra agricoltura industriale, per cercare di comprendere attraverso la lente della storia e dei suoi protagonisti diretti i vari passaggi che hanno portato all'attuale sistema di produzione di cibo. Le nostre radici contadine possono forse ricordarci qualcosa di importante che ci è sfuggito nel tempo, permettendoci di contestualizzare il presente in una cornice meno assoluta e definitiva. «Ho ritenuto fondamentale – ha aggiunto la giornalista – questa riflessione in un momento di passaggio come il nostro, che potrebbe sfociare nella ricerca di un modello agricolo più sostenibile e etico. In questa prospettiva Tricarico rappresenta un gioiello simbolico unico, grazie al profondo legame con le tradizioni del mondo agro-pastorale di cui è ancora custode e testimone e all'influenza ancora tangibile del sindaco poeta Rocco Scotellaro, che permane fortemente ispiratrice, esempio di un valore che va recuperato».

 


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