Rocco Scotellaro
CENTRO DI DOCUMENTAZIONE
"Rocco Scotellaro e la Basilicata del secondo dopoguerra" Tricarico
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MOSTRE DI FOTOGRAFIA

Mostra fotografica
“La Lucania di Henri Cartier-Bresson:
Immagini di una terra ritrovata”
a cura di Vincenzo Trione
La Milanesiana, ideata e diretta
da Elisabetta Sgarbi

Milano, foyer Sala Buzzati - Fondazione Corriere della sera
23 giugno – 14 luglio 2015

 

        

 

La Milanesiana 2015

 

Cataloghino della mostra



Martedì 23 giugno alle ore 11 è stata inaugurata a Milano, nel foyer della Sala Buzzati della Fondazione Corriere della sera, la mostra “La Lucania di Henri Cartier-Bresson: Immagini di una terra ritrovata”, a cura di Vincenzo Trione, con allestimento di Luca Volpatti e organizzazione della Galleria Ceribelli di Bergamo. L’esposizione del prezioso fondo fotografico del Centro Documentazione “Rocco Scotellaro” e del Comune di Tricarico, che comprende 26 foto dei reportage di Cartier-Bresson nella Lucania del 1951-‘52 e del 1972-’73 e un testo introduttivo di Rocco Mazzarone, si è inserita all’interno della prestigiosa XVI edizione del Festival “La Milanesiana - Letteratura Musica Cinema Scienza Arte Filosofia e Teatro”, ideata e diretta da Elisabetta Sgarbi, sotto l’alto patronato del Presidente della Repubblica e con il patrocinio di EXPO – Milano 2015.

            

Milano, Fondazione Corriere della sera

La mostra delle fotografie sulla Lucania scattate dal più grande fotografo nel Novecento, ha visto coinvolti il Centro di documentazione di Tricarico e l’APT Regione Basilicata, insieme alla Fondazione Elisabetta Sgarbi, e si è collocata come uno dei momenti pregnanti de “La Milanesiana”, la nota rassegna che con i suoi 160 ospiti stranieri e gli oltre 50 appuntamenti culturali, si è ancora una volta contraddistinta per la sua forte vocazione internazionale. A Matera, città a lungo dimenticata, oggi splendente e invidiata Capitale Europea della Cultura 2019, e a molti altri centri della Basilicata Cartier-Bresson ha dedicato, tra gli anni ’50 e ’70 del secolo trascorso, meravigliosi scatti presentati nell’esposizione milanese curata da Vincenzo Trione, che è anche il curatore del Padiglione Italia alla prossima Esposizione Internazionale d’Arte organizzata dalla Fondazione La Biennale di Venezia. All’inaugurazione della mostra hanno partecipato il sindaco di Tricarico, Angela Marchisella, il direttore del Centro di documentazione Carmela Biscaglia, e Gianpiero Perri direttore generale APT - Regione Basilicata. Sono intervenuti Vittorio Sgarbi e la sorella Isabella, Vincenzo Trione, Gianpiero Perri e Piergaetano Marchetti, presidente della Fondazione Corriere della Sera.

            

L’allestimento. Carmela Biscaglia, Elisabetta Sgarbi, Gianpiero Perri,
Piergaetano Marchetti, Vittorio Sgarbi, Vincenzo Trione

     

A corredo dell’esposizione è stato pubblicato il cataloghino La Lucania di Henri Cartier-Bresson. Immagini di una terra ritrovata, a cura di Vincenzo Trione con testi in italiano e inglese di Elisabetta Sgarbi (La verità della bellezza), Gianpiero Perri, (Il cuore antico della Basilicata), Vincenzo Trione (Elogio del “visivo”) e Carmela Biscaglia (Il Fondo Fotografico “La Lucania di Henri Cartier-Bresson. 1951-’52 e 1972-’73”). «La Milanesiana, – scrive Elisabetta Sgarbi – da sempre, ama portare alla luce gli aspetti meno noti dell’esperienza artistica dei grandi talenti dell’arte internazionale. Questa mostra esprime una di queste esperienze: uno dei geni della fotografia del ’900 rende omaggio a uno dei luoghi più nascosti dell’Italia - Matera - ancora dimenticata e misconosciuta negli anni in cui Cartier-Bresson la ritrae. Le fotografie esposte testimoniano chiaramente il potere di anticipazione dell’arte che, attraverso lo sguardo di Cartier-Bresson, aveva già visto in Matera e quindi nella Basilicata quella terra di bellezza, cultura, umanità, intensità, che poi è stata scoperta e valorizzata negli anni, e che sarà celebrata come Capitale europea della cultura nel 2019». «Indubbiamente – aggiunge Gianpiero Perri – è grazie all’investitura di Matera quale Capitale Europea della Cultura 2019, che la città e la Basilicata intera, escono definitivamente dal “cono d’ombra” in cui sembravano relegate, entrando a pieno titolo nel circuito della società della comunicazione, ponendosi così all’attenzione nazionale ed internazionale. Un approdo non casuale, frutto di un incessante impegno su scala locale e regionale, di cui Matera è il simbolo. Una città che ha saputo riscattarsi dall’immagine che aveva negli anni ’50 di “vergogna nazionale”, per il sovraffollamento e l’abbandono in cui versava l’antichissimo quartiere Sassi, riqualificando questo patrimonio di assoluto fascino. Ed, infine, ai giorni nostri, proponendosi come luogo di elezione per produrre cultura».

      

«Cartier-Bresson – scrive Carmela Biscaglia – giunse a Matera sul finire del 1951, invitato dall’UNRRA-CASAS Prima Giunta che, in collaborazione con l'Istituto Nazionale di Urbanistica presieduto da Adriano Olivetti, aveva istituito la storica Commissione per lo studio della città e dell'agro di Matera. Il fotografo entrò subito in contatto col gruppo di specialisti composto da Riccardo Musatti, Giuseppe Isnardi, Tullio Tentori, Francesco Nitti, Rocco Mazzarone e Friedrich George Friedmann, il filosofo tedesco-americano che ne era anche l'ispiratore, e collaborò all’indagine con alcune splendide analisi visive della vita nei Sassi, che sarebbero state pubblicate nei loro resoconti. La Commissione, che lavorò fino al 1954, gettò le basi della conoscenza in chiave antropologica della Weltanschauung dei contadini, fornendo anche indicazioni per la progettazione dei piani urbanistici di Matera, ispirati al Movimento Comunità introdottovi dallo stesso Olivetti, ed anche degli insediamenti rurali come il borgo La Martella e dei nuovi quartieri da costruirsi in seguito alla legge sul risanamento dei Sassi varata nel '52 da Alcide De Gasperi, che videro impegnati i maggiori architetti e urbanisti del tempo, come Luigi Piccinato, Ludovico Quaroni, Carlo Aymonino».

    

Tornando in terra lucana a vent'anni di distanza, che avevano segnato lo stacco tra lo stadio ultimo della civiltà contadina e le problematiche della nascente industrializzazione, Henri Cartier-Bresson ritrasse una realtà economica e sociale profondamente cambiata, anche per effetto dei nuovi insediamenti industriali nella valle del Basento, ove erano stati scoperti giacimenti di metano e delle opere di bonifica di vaste aree paludose della piana metapontina, dell’eradicazione della malaria e dell’irrigazione, fautrici di un’agricoltura redditizia e altamente specializzata. Il fotografo ritrae un'articolata panoramica della regione, da Matera ad alcuni centri del Materano (Stigliano, Ferrandina, Aliano, Craco, Pisticci, Scanzano, Sant'Arcangelo, Grassano), da Potenza ad altri del Potentino (Rionero in Vulture, Acerenza, Tolve, Vietri di Potenza, Pietragalla, Avigliano).

 

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