Rocco Scotellaro
CENTRO DI DOCUMENTAZIONE
"Rocco Scotellaro e la Basilicata del secondo dopoguerra" Tricarico
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I CONVEGNI

Giornata celebrativa su
“Rocco Scotellaro, prosatore, poeta, politico”
A novant’anni dalla nascita
Portici, Villa Mascolo
19 aprile 2013, ore 10,00

 



Deposizione di una corona di alloro

sulla lapide commemorativa
di Rocco Scotellaro in via Università a Portici

 

Saluto delle autorità

PASQUALE MANZO
Commissario straordinario
Comune di Portici

PAOLO MASI
Preside Facoltà di Agraria di Portici

GIANCARLO LAURINI
Presidente Associazione lucana “Giustino Fortunato” di Napoli

SANTINO BONSERA
Presidente Premio Letterario Basilicata

Interventi

GILBERTO A. MARSELLI
Università degli Studi “Federico II” di Napoli

CARMELA BISCAGLIA
Direttore del Centro di documentazione
“Rocco Scotellaro”

 

 

La Giornata celebrativa su “Rocco Scotellaro: prosatore, poeta, politico”, promossa dal Comune di Portici insieme al Centro di documentazione “Rocco Scotellaro e la Basilicata del secondo dopoguerra”, all'Associazione Lucana "Giustino Fortunato" di Napoli e alla Fondazione "Carlo Levi" di Roma, ha inteso ricordare il 90o anniversario della nascita del poeta lucano, avvenuta a Tricarico il 19 aprile 1923. La Giornata, alla quale hanno partecipato numerose scolaresche di Istituti superiori di Portici e di San Giorgio a Cremano dedicati a Scotellaro, costituisce la prima di ulteriori iniziative programmate nel corso del 2013 per ricordare Scotellaro, che proprio a Portici trascorse i suoi ultimi anni di vita e morì il 15 dicembre 1953 nella pensione della signora Mena Uliano in via Università, n. 73, a poche centinaia di metri dalla Facoltà di Agraria, che ha sede nel Palazzo Reale.

          

Portici, via Università
Rocco Scotellaro davanti al Palazzo Reale,
sede della Facoltà di Agraria

Le due relazioni, tenute nel corso dell’incontro, si sono pertanto incentrate  sugli anni trascorsi da Scotellaro nella città campana, che furono quelli in cui giunse a maturità gran parte della sua opera poetica, letteraria e sociologica. Furono quelli in cui lavorò alla grande inchiesta sociologica da cui sarebbe scaturita l’opera Contadini del Sud, e al racconto della sua vita, Luva puttanella, opere che rimasero incompiute. Gli “anni di Portici” videro, inoltre, Scotellaro afflitto dalla ricerca di un lavoro e di un editore che pubblicasse la sua raccolta di poesie È fatto giorno. Gilberto Marselli ha dissertato sul tema “Rocco Scotellaro nel Gruppo di Portici”, ricordando come il giovane poeta aveva partecipato attivamente agli studi che nei primi anni Cinquanta si condussero presso l’Osservatorio di Economia Agraria di quella città, sotto la guida di Manlio Rossi-Doria, in special modo a quelli preliminari alla stesura del Piano regionale per lo sviluppo della Basilicata, commissionato a Rossi-Doria dalla Svimez, e al cui interno Scotellaro condusse un’importante indagine sulla scuola in Basilicata. Il giovane di Tricarico aveva recato nel “gruppo” il bagaglio delle sue esperienze di sindaco e di persona impegnata nella vita politica, a contatto diretto con i problemi reali di un Mezzogiorno in grande movimento. «Rivestì il ruolo di coscienza critica, poiché – ha affermato Marselli – ci richiamava continuamente al rispetto di una sorta di dovere civico, che avrebbe dovuto indurci a finalizzare i nostri studi e le nostre ricerche alla risoluzione dei problemi concreti dell’agricoltura meridionale e dei suoi contadini». «Egli incarnava la perfetta sintesi tra ricerca intellettuale e impegno politico, – ha proseguito Marselli – Rossi-Doria ed io volevamo usare la sensibilità artistica di Rocco per le nostre ipotesi tecnico-scientifiche, volte allo sviluppo delle aree più disagiate del Mezzogiorno, che presentava ancora un carattere fondamentalmente contadino.

    

Villa Mascolo, alunni che partecipano all’incontro
Gilberto Antonio Marselli

L’intervento di Carmela Biscaglia su “Rocco Scotellaro: tra impegno politico e studi sul Mezzogiorno”, ha evidenziato come il rapporto di Scotellaro con Portici iniziò a conclusione della sua parabola politico-amministrativa e dopo l’aspra stagione dell’occupazione delle terre guidata da quel movimento contadino che nel 1947-‘48 (anni del suo primo mandato di sindaco) aveva raggiunto il suo punto più alto e organizzato, ma che già nel ‘50 con l’applicazione della riforma fondiaria mostrava i segni della crisi e – come scriveva Rossi-Doria – vedeva lo stesso Scotellaro critico sulle prospettive di quelle lotte e del più generale riscatto del Mezzogiorno. Avvenne, inoltre, dopo l’ingiusta esperienza del carcere (8 febbraio – 25 marzo 1950) per un’accusa di chiara matrice politica, da cui fu pienamente prosciolto. Sconfortato e deluso, nel maggio 1950 Scotellaro si dimise dalla carica di sindaco, lasciò Tricarico e, dopo aver lavorato alcuni mesi a Roma dalla Einaudi, si trasferì a Portici, dove Manlio Rossi-Doria lo aveva chiamato a collaborare presso l’Osservatorio di Economia Agraria. Quell’anno rappresentò, dunque, una svolta per il giovane intellettuale lucano, legato a Rocco Mazzarone, Carlo Levi e Manlio Rossi-Doria, figure di amici-maestri che ne avrebbero tramandato il ricordo e pubblicato le opere, uscite tutte postume.

        

Carmela Biscaglia, Paolo Masi, Pasquale Manzo

La direttrice del Centro di documentazione si è anche soffermata sulle numerose poesie di Scotellaro scritte con sicurezza a Portici dal ‘51 al ‘53. La prima è Villa Meola datata “Portici, 16 maggio 1951”, seguita dal nucleo più numeroso prodotto dall’aprile al dicembre del ‘52: Domenica, Salmo alla casa e agli emigranti, A Portici, Cena, I versi e la tagliola, Le finestre, I viaggi, I contadini, Le canne, La stabilità della moneta e della strada (dedicata a Giorgio Bassani) e Lezioni di economia (dedicata a Manlio Rossi-Doria). Cinque sono, infine, le poesie porticesi del ‘53: Ripresa, L’uomo, Il porto del Granatello, Portici primo aprile. Secondo la testimonianza di Francesca Armento, la madre di Scotellaro, suo figlio, già molto malato, sabato 12 dicembre ‘53 partì da Tricarico per Napoli, accompagnato da Rossi-Doria, che voleva fargli eseguire dei controlli medici più approfonditi. Rocco rimase a casa dell’amico fino a domenica 13, ma lunedì 14 volle tornare a Portici, perché «Mi sento meglio – disse – e voglio andare un po’ a lavorare». Se la sua ultima poesia Tu sola sei vera, rivolta alla madre, è datata 13 dicembre ‘53 e fu, dunque, composta a Napoli, la sua ultima lettera indirizzata sempre alla madre fu certamente scritta a Portici. Le diceva «…sto meglio, ma non tanto. Ti prego di farmi trovare la stufa nella mia stanza: non badare a quello che costa, chè spero in appresso [i soldi] non ti mancheranno».

        

Al tavolo: Guido Sacerdoti, Sebastiano Martelli,
Gilberto Antonio Marselli, Santino Bonsera, Antonio Martino

Nel corso della tavola rotonda, coordinata da Sebastiano Martelli, si sono susseguiti gli interventi di Guido Sacerdoti su “Scotellaro nei dipinti di Carlo Levi”, di Antonio Martino su “La morte improvvisa di Rocco a Portici” e di Santino Bonsera, presidente del Premio Letterario “Basilicata”, al cui interno egli ha proposto di istituire un Premio nazionale di poesia dedicato a Scotellaro. Sebastiano Martelli, docente dell’Università di Salerno e attento studioso di Scotellaro, ha evidenziato le tematiche che oggi potrebbero essere analizzate riaprendo il dibattito su Scotellaro e prendendo spunto proprio dal suo connotato di poeta e ricercatore e, nel contempo, intellettuale legato alla tradizione e aperto alla modernità. Bisognerebbe esaminare, a suo dire, com’è possibile ancor oggi, da un lato far incontrare la cultura umanistica con quella scientifica e, dall’altro come affrontare il rapporto col cambiamento e, quindi il nesso fra tradizione e innovazione.

A conclusione dei lavori è stata inaugurata la mostra “Pittori a Portici all’epoca di Scotellaro: Crisconio, Sannino, Placido, Godi”, allestita nei saloni di villa Mascolo e presentata da Roberta Avilia.

 


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