Rocco Scotellaro
CENTRO DI DOCUMENTAZIONE
"Rocco Scotellaro e la Basilicata del secondo dopoguerra" Tricarico
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PRESENTAZIONE LIBRI
 

Presentazione del libro
Nunzio Campagna
Le parole dei filosofi. Agostino Aurelio

Napoli, RCMultimedia, 2010
 

 

 



Introduzione
Carmela Biscaglia
Direttore Centro documentazione

Relazione
Don Nicola Soldo
Direttore Ufficio Beni Culturali
e Arte Sacra Diocesi di Tricarico

Intervento dell’autore

Letture
Maria Diele
Giuseppe Miseo

Tricarico, 8 agosto 2011,
ore 19,00
Centro documentazione


 

 

Cosa dunque è il tempo? Se nessuno me lo domanda, lo so; se voglio spiegarlo a chi me lo domanda, non lo so (Le confessioni, XI, 14)
Se non è rispettata la giustizia, che cosa sono gli Stati se non delle grandi bande di ladri? Perché anche le bande dei briganti che cosa sono se non piccoli Stati? (La città di Dio, IV, 4)

Il testo, che è stato presentato, è parte di una più ampia opera di Nunzio Campagna, Le parole dei filosofi, patrocinata dall'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli, di cui sono già usciti due volumi dedicati l’uno ai filosofi greci, l’altro a Kant, Fichte, Schelling, Hegel. «È un’opera originale e unica nella letteratura filosofica, – ha spiegato Carmela Biscaglia – in cui il pensiero dei filosofi viene presentato attraverso l'analisi delle loro locuzioni e facendo unico riferimento alle fonti». Il direttore del Centro, nell’introdurre l’autore, che è rettore dell’Accademia Angelica Costantiniana di Lettere, Arti e Scienze di Roma e socio della Deputazione di Storia Patria per la Lucania, e nel presentare il soggetto dell’opera, Aurelio Agostino, più noto al vasto pubblico come S. Agostino, ha sollecitato la curiosità del folto pubblico, accennando alla presenza a Tricarico di un monastero medievale


Nunzio Campagna, Carmela Biscaglia, don Nicola Soldo (foto V. Sacco)

degli Agostiniani, da cui probabilmente proviene una preziosa tavola quattrocentesca, raffigurante la Madonna che porge la cintura a Santa Monica, madre di Sant’Agostino. La relazione di presentazione, affidata a don Nicola Soldo, dottorando presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia meridionale “S. Luigi” di Napoli con una ricerca condotta a Friburgo in Brisgovia su “L'antropologia come percorso strutturante l'assenso esistenziale della fede e la conoscenza della sua credibilità in S. Ignazio di Loyola secondo gli scritti di Karl Rahner”, si è incentrata sull’analisi della figura e del pensiero del santo di Tagaste e sul volume di Campagna, basato proprio sul linguaggio di questo padre della Chiesa.

     
Il tavolo dei relatori; don Nicola Soldo

«La filosofia di Agostino, inquadrata nell’ambito storico-biografico e in quello teoretico, – ha illustrato il giovane direttore dell’Ufficio Beni Culturali e Arte Sacra della Diocesi di Tricarico attraverso una dotta dissertazione – esprime lo sforzo di una fede cristiana che cerca di spingere il più innanzi possibile l’intelligenza con l’aiuto di una tecnica filosofica i cui elementi sono tratti dal neoplatonismo di Plotino». Con la morte di S. Agostino (430) terminava l’età aurea della Patristica, rappresentata in gran parte da vescovi impegnati nelle grandi dispute della prima epoca cristiana, che dettero un contributo decisivo alla sistemazione della scienza teologica. Emersero S. Atanasio, S. Basilio Magno, S. Gregorio Nazianzeno, S. Giovanni Crisostomo, considerati i dottori massimi della Chiesa orientale; mentre in Occidente dominavano incontrastati S. Girolamo, S. Ambrogio e S. Agostino, che non è soltanto il dottore della Grazia, ma è il dottore universale, colui che per vari secoli sarebbe stato il principale, se non l'unico ispiratore del pensiero cristiano occidentale. Aurelio Agostino, proveniente da una zona nordafricana corrispondente al Nord-Ovest dell'attuale Algeria, per vastità di interessi, originalità e profondità di analisi, è considerato il fondatore della cultura europea nel cruciale passaggio dal mondo romano al cristiano. La sua amplissima produzione di

    
Giuseppe Miseo e Maria Diele

opere costituisce ancor oggi un patrimonio di riferimento non solo per la dottrina cristiana, ma anche per la cultura in generale. Le confessioni (libro più tradotto in assoluto dopo la Bibbia) e La città di Dio sono opere imperiture, sia per l'uomo in cerca della propria interiorità, sia per l’umanità in cerca del significato e del fine della storia. Nella seconda parte della serata l’autore dell’opera si è soffermato sull’impianto del suo lavoro, condotto sulle varie espressioni e terminologie diffuse nelle opere di S. Agostino, incentrate sui quattro ambiti fondamentali del suo pensiero: uomo interiore e conoscenza, Dio e mondo, redenzione e vita cristiana, storia e vita sociale. Durante l’incontro, gli attori Maria Diele e Giuseppe Miseo hanno letto alcuni brani tratti dal libro.

 

 

 

 

 

 
 

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