Rocco Scotellaro
CENTRO DI DOCUMENTAZIONE
"Rocco Scotellaro e la Basilicata del secondo dopoguerra" Tricarico
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PRESENTAZIONE OPERA SCULTOREA
 

Cerimonia di scoprimento della scultura di Rocco Scotellaro,
opera di Giuseppe Antonello Leone
e dedica dell’aula consiliare di Tricarico a Rocco Scotellaro

 

 

 

Tricarico, Municipio,
lunedì 14 febbraio 2011,
ore 16,00


Saluti
Raffaello Marsilio
Sindaco di Tricarico
Franco Stella
Presidente Provincia Matera
Giovanni Robertella
Dirigente Ufficio cultura Regione Basilicata, Matera

Relazione: Carmela Biscaglia
Direttore Centro di documentazione

Testimonianza dell’artista Giuseppe Antonello Leone

Ringraziamento della famiglia Scotellaro reso da Rosaria Toneatto

“La traduzione di Scotellaro in inglese di Allen Prowle"
di Vito Sacco

Lettura di poesie in inglese e in italiano da parte di
Vito Sacco e Giuseppe Miseo

Intervento: Filomena Benevento
Referente “Festival Bene Comune”

 

La cerimonia di scoprimento della scultura in bronzo di Rocco Scotellaro, donata dallo stesso artista Giuseppe Antonello Leone al Comune e al Centro di documentazione “Rocco Scotellaro e la Basilicata del secondo dopoguerra”, preceduta dalla firma del Protocollo di donazione, è avvenuta nel Municipio di Tricarico, ove l’opera è stata collocata. Per la circostanza – ha illustrato il sindaco Marsilio – l’Amministrazione comunale ha intitolato l’aula consiliare allo stesso Scotellaro con le seguenti motivazioni, che spiegano anche la collocazione del bronzo: « … facendosi interprete del sentimento della collettività di riconoscenza verso Rocco Scotellaro (1923-1953), una delle figure che più ha dato lustro alla nostra cittadina a livello locale, nazionale e internazionale, per la sua opera

  
L’aula consiliare di Tricarico; Il pubblico

poetica e letteraria e per l’impegno meridionalistico; nel ribadire l’esemplarità della sua azione politico-sociale di Amministratore Comunale in qualità di primo sindaco di Tricarico dell’Italia repubblicana dal 1946 al 1948 e poi fino al 1950; volendolo additare alle future generazioni come esempio di amministratore che, in un difficile momento storico, seppe interpretare e avviare a soluzione i bisogni urgenti della sua gente attraverso il metodo della “democrazia partecipata”; volendo ribadire, in occasione del 150° dell’Unità d’Italia il senso profondo delle Istituzioni democratiche della nostra Nazione, che in lui sono state esemplarmente e coraggiosamente espresse negli anni immediatamente seguenti al dramma del Ventennio fascista e a quello del secondo conflitto mondiale».

         

A sinistra: Franco Stella, Raffaello Marsilio, Giuseppe Antonello Leone,
Giovanni Robertella, Carmela Biscaglia, Rosaria Toneatto.
A destra: La dedica dell’aula consiliare a Scotellaro

«Grazie alla donazione del maestro Leone, – ha spiegato il Direttore del Centro – Tricarico possiede finalmente una scultura di Scotellaro, che ne riproduce le fattezze reali dal momento che fu realizzata tra il 1949 e il 1950, allorquando lo stesso sindaco-poeta di Tricarico posò direttamente nello studio dell’artista. Si avvera in tal modo il desiderio di Francesca Armento, la madre di Scotellaro che, dopo la sua morte, si era rivolta proprio a Giuseppe Antonello Leone e alla moglie Maria Padula, che sapeva essere artisti legati affettivamente e intellettualmente al figlio, come testimoniano lettere struggenti scritte loro tra il 1957 e il 1958». Lo stesso Leone, nella sua testimonianza resa nel corso della cerimonia, attesta che con questa donazione prende corpo anche il suo desiderio, accentuatosi col passare degli anni, che quest’opera appartenesse a Tricarico, quasi un debito morale nei confronti di quel suo amico tanto prematuramente scomparso, con cui aveva collaborato nella ricerca da lui condotta sulla scuola in Basilicata.

          
La firma del Protocollo di donazione dell’opera del maestro Leone
al Comune e al Centro di documentazione

Nella seconda parte della cerimonia, Vito Sacco è intervenuto sul tema “La traduzione di Scotellaro in inglese di Allen Prowle", mettendo in risalto la recente attenzione di un gruppo di traduttori del Queen’s College di Oxford, che pubblicano un’importante rivista di poeti in traduzione, “Modern Poetry in Translation” di David ed Helen Constantine. Ne è scaturito il volumetto Rocco Scotellaro Poems di Allen Prowle. A dimostrazione della tecnica di traduzione posta in atto da Prowle, lo stesso Sacco e Giuseppe Miseo hanno letto, in parallelo, alcune poesie di Scotellaro in inglese e in italiano.

    
A sinistra: Il prof. Sacco interviene sulle traduzioni di Scotellaro in inglese
A destra: Giuseppe Miseo e Vito Sacco leggono poesie di Scotellaro

               
A sinistra: Giuseppe Miseo legge “Sud è il mio amore”
A destra: Giuseppe Antonello Leone davanti alla sua opera

Giuseppe Antonello Leone, nato a Pratola Serra (Av), è intellettuale poliedrico, che ha segnato la storia della cultura e dell’arte italiana del Novecento.Con Scotellaro, Manlio Rossi Doria, Carlo Levi, Tommaso Pedio e Concetto Valente, è stato partecipe del movimento di riscatto culturale, che negli anni ’50 interessò la Basilicata e tutto il Mezzogiorno, diventando un meridionalista “indigeno originario di Montemurro”, come di lui diceva Leonardo Sinisgalli, con cui aveva lavorato per la rivista “Civiltà delle macchine”. Nel 1957, insieme a Remigio Claps, Francesco Ranaldi, Carlo Levi e Luigi Guerricchio ha aderito ad una delle prime retrospettive di pittori lucani organizzata a Napoli. Marito di Maria Padula, pittrice e scrittrice di Montemurro, furono entrambi molto legati al vescovo di Tricarico, mons. Raffaello delle Nocche, di cui nel ’54 dipinsero ciascuno un ritratto.

             
Giuseppe Antonello Leone rifinisce l’opera nel laboratorio di Ciro Nocerino

La fusione in bronzo statuario della scultura raffigurante Scotellaro è stata eseguita con l’antico sistema a “cera persa” dalla ditta “Bronzi Artistici” di Mario Russo e Ciro Nocerino di Napoli. Dobbiamo all’architetto Enzo Grassano il disegno del piedistallo in travertino e pietra serena, realizzato dalla ditta di Tricarico “Giuseppe Toscano & figli”.

La manifestazione si è conclusa con lo spettacolo “Omaggio a Rocco da Pulcinella” di Bruno Leone, figlio di Giuseppe Antonello e grande interprete dei canovacci classici di Pulcinella, che rielabora con vera poesia e con somma perizia tecnica.

 

 

 

 

 

 

 
 

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