Rocco Scotellaro
CENTRO DI DOCUMENTAZIONE
"Rocco Scotellaro e la Basilicata del secondo dopoguerra" Tricarico
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PRESENTAZIONI LIBRI
 

Presentazione del libro di
Rocco Mazzarone,
I confini del possibile. Conversazioni con Pancrazio Toscano,
Introduzione di Goffredo Fofi

Napoli-Roma, L’Ancora del Mediterraneo, 2009
 

 

 

Coordinamento

Carmela Biscaglia
Centro di documentazione
Deputazione di Storia Patria
per la Lucania

Interventi
Antonella Manupelli
Direttrice
Archivio di Stato Matera

Agnese Sinisi
Deputazione di Storia Patria
per la Lucania

Enzo Vinicio Alliegro
Università degli Studi di Napoli

Salvatore Lardino
Deputazione di Storia Patria
per la Lucania

Tricarico, 4 agosto 2010,
ore 18,30
Centro di documentazione

 

 

Promossa dal Centro di documentazione, dall’Archivio di Stato di Matera e dalla Deputazione di Storia Patria per la Lucania, la presentazione del libro è stata introdotta dalla proiezione di un documentario su Rocco Mazzarone, prodotto da Rocco Brancati (RAI3 Basilicata). «Presentare questo libro di Rocco Mazzarone a Tricarico, è presentarlo nel luogo che gli ha dato i natali e sul quale ha sempre sollecitato studi anche di carattere storico, come quello sull’Inventario cinquecentesco di notar Ferrante Corsuto; – ha sottolineato Carmela Biscaglia – e le cui vicende presenti e passate sono state oggetto di tante sue riflessioni e interventi, a cominciare da quelli connessi alla fondazione dell’Ospedale civile nell’agosto 1947. Un nosocomio che oggi, trasformato in Ospedale distrettuale con all’interno il polo riabilitativo della Fondazione "Don Carlo Gnocchi", per volontà dell'Azienda Sanitaria di Matera e del Comune di Tricarico porta il suo nome a ricordo di un “medico, tisiologo, igienista, epidemiologo”, cha ha segnato la storia sanitaria e sociale del Mezzogiorno». Antonella Manupelli, direttrice dell’Archivio di Stato di Matera, ha quindi ricordato come per volontà dello stesso Mazzarone, il suo archivio e la biblioteca personale sono stati donati a questo istituto. Con l’intervento di Agnese Sinisi si è entrati nel vivo dell’analisi dell’opera, da cui emerge la «straordinaria attualità del pensiero meridionalista di Rocco Mazzarone, non facilmente catalogabile all’interno delle ideologie e delle culture politiche della Prima Repubblica». Egli ha espresso, come del resto scrive Fofi nell’introduzione alle “conversazioni”, un «riformismo che parta dai bisogni, ma in un incontro non egoistico tra quelli dell’uomo e quelli dell’ambiente, un riformismo radicale nella sua affermazione di priorità, non solo contingenti».


     

«Toscano è stato molto abile a tirare fuori dalle conversazioni con Mazzarone il pensiero di Mazzarone», ha osservato Enzo Alliegro, nell’analizzare l’opera di per sé metodologicamente complessa e impostata su fonti orali. Lo studioso ha proseguito incentrando la lettura del libro su tre tòpos: il viaggio, il dialogo e la ricerca, a giustificazione del titolo stesso del libro I confini del possibile. Mazzarone ha radici solide, che gli consentono di andare “oltre i confini” – ha proseguito – per cui i lunghi viaggi che compie nella sua vita (dalla Svizzera agli Stati Uniti, all’Iran alla Somalia) e gli sconfinamenti in varie discipline da cui è dato pensare alla realtà, fanno di lui «l’uomo che abbatte i confini». Parimenti Mazzarone è «l’uomo del dialogo», il «mediatore tra mondi diversi», l’uomo di cultura che negli anni Cinquanta-Sessanta intesse intese con altri uomini di cultura, ma anche con i contadini malarici, favorendo l’apertura alla conoscenza del mondo contadino e, dunque, l’apertura della cultura accademica alla cultura interna del Mezzogiorno d’Italia.

          

Salvatore Lardino, Enzo Vinicio Alliego, Pancrazio Toscano

Salvatore Lardino, nel testimoniare la malinconia struggente per non averlo più come interlocutore, ha posto in risalto alcuni caratteri di Mazzarone, che emergono dalle ‘conversazioni’: lucano di grande cultura e di grande saggezza, meridionalista non provinciale ma di stampo cosmopolita, che sa guardare il mondo senza perdere di vista la lettura del territorio come dato fisico e antropico, un territorio dove vivono degli uomini i cui destini si può può contribuire a migliorare. Intellettualità d'altri tempi, mai di parte, capace di accogliere e di cogliere il meglio di tutte le istanza, più attento ad ascoltare che a farsi ascoltare; ben inserito in quel dibattito di altissimo livello che caratterizzò il secondo dopoguerra anche nella sua Tricarico, ove operarono grandi figure come il vescovo Raffaello Delle Nocche e Rocco Scotellaro. Azionista mite e uomo della complessità non della banalità, perché da studioso proponeva sempre una interpretazione della realtà. «Ci ha trasmesso – ha concluso Lardino – una grande lezione: ben conoscere per ben fare. Espressione di una cultura per cambiare, in cui il pensiero e l’azione, l’etica e la politica si fondevano, perché Mazzarone si sentiva sempre cittadino della polis»

 

 

 

 

 

 
 

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