Rocco Scotellaro
CENTRO DI DOCUMENTAZIONE
"Rocco Scotellaro e la Basilicata del secondo dopoguerra" Tricarico
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MOSTRE di FOTOGRAFIA
 

Mostra «Margini dell’Italia: l’esclusione sociale fotografata e filmata 1878-2010» con foto di Robert Capa, Marco Delogu, Franco Pinna, Arturo Zavattini ed altri
a cura di David Forgacs

Roma, Accademia Britannica, 25 giugno-9 luglio 2010

 

    


   

   

 

Ogni società che procede verso la modernizzazione crea varie categorie di persone che vengono considerate ‘marginali’. Non sono solo socialmente emarginate ma in molti casi si trovano anche a vivere in zone considerate geograficamente periferiche: lontane dai grandi centri produttivi oppure ai bordi più degradati di essi. La parte più ‘avanzata’ della società non riesce a integrare queste persone nell’immagine che va creando di se stessa come moderna, le considera arretrate o semplicemente ‘altre’. In molti casi diventano un problema da risolvere. In altri vengono ignorate, rifiutate o respinte.

Chi sono queste persone in Italia, negli anni che vanno dall’Unità a oggi? Sono i baraccati e gli zingari nelle periferie delle grandi città. Sono i degenti nei manicomi, spesso situati fuori dai centri abitati, che verranno riammessi in città, ma non senza difficoltà, a partire dalla riforma psichiatrica del 1978. Sono i contadini poveri nei paesi più ‘remoti’ del Mezzogiorno. Sono gli abitanti delle colonie italiane oltremare – Eritrea, Somalia, Libia, Etiopia – che vengono emarginati nei propri paesi dai colonizzatori. Infine, dopo il 1990, sono i migranti provenienti dai paesi poveri del mondo.

La mostra, che include, tra le altre, fotografie di Giuseppe Primoli, Franco Pinna, Robert Capa, Chim, Jerry Cooke, Marco Delogu, Arturo Zavattini nonché estratti di documentari e telegiornali, costituisce un’importante documentazione visiva della storia della marginalità in Italia e allo stesso tempo un invito alla riflessione sui ‘modi di vedere’ e sui processi di rappresentazione. Fino a che punto queste immagini hanno contribuito alla creazione o alla riproduzione dell’idea stessa di marginalità? Fino a che punto hanno avuto una funzione di critica, contestazione e denuncia?

    

Margini e immagini
I margini di un paese sono luoghi veri – le periferie povere delle grandi città, le colonie oltremare, le zone rurali ‘arretrate’, i campi rom, i centri di identificazione ed espulsione, e molti altri – ma sono nello stesso tempo luoghi immaginati e prodotti come margini attraverso particolari processi di definizione e di rappresentazione. Un luogo diventa un margine perché è visto e definito come tale da un centro d’osservazione più potente e prestigioso. Coloro che lo osservano e lo definiscono sono muniti (a seconda del periodo storico) di taccuini, registratori, macchine fotografiche, macchine da presa o videocamere, e con queste tecnologie catturano e riproducono immagini di coloro che sono ai margini. I rapporti di potere inerenti a questa struttura di osservazione e rappresentazione generalmente non sono reversibili, o lo sono soltanto in maniera parziale.

Le sezioni della mostra
La mostra è articolata in cinque sezioni che corrispondono ad altrettanti luoghi e soggetti marginali fotografati o filmati in Italia in diverse fasi storiche dall’Unità ad oggi.

I. Periferie include una selezione d’immagini di abitanti poveri di Roma e di zone marginali della città effettuate per vari motivi: documentazione ufficiale, indagine sociale, denuncia politica. Le immagini vanno dalle fotografie ottocentesche di quartieri poveri e senzatetto fatte da Giuseppe Primoli e Ettore Roesler Franz ai filmati e servizi fotografici sulle borgate realizzati tra gli anni Cinquanta e gli anni Settanta

2. Colonie presenta una scelta di immagini degli abitanti indigeni delle colonie italiane in Africa orientale fra la fine dell’800 e il 1941. La selezione rappresenta i diversi generi e usi della fotografia e del film: etnografia, sorveglianza aerea, propaganda, riproduzione di immagini erotiche su cartolina, fotografie private di famiglie. Sono incluse anche alcune rare foto e testimonianze‘ dall’altra parte’, di etiopi che hanno fatto la resistenza contro gli italiani.

3. Sud contiene immagini di alcune zone del Mezzogiorno viste da fotografi italiani e stranieri – Robert Capa, Chim, Herbert List – e da alcuni registi italiani di cortometraggi nel quindicennio dopo la Liberazione. La sezione include una scelta delle fotografie scattate da Arturo Zavattini e Franco Pinna che hanno accompagnato Ernesto De Martino in diversi momenti durante le sue spedizioni etnografiche in Basilicata e Puglia.

       

4. Manicomi offre una selezione di fotografie e filmati realizzati negli ospedali psichiatrici italiani prima e dopo le riforme degli anni Settanta che hanno portato alla loro chiusura. Qui s’incontra una contraddizione. Per poter denunciare le condizioni di degrado i fotografi ‘dovevano’ mostrare i pazienti come soggetti istituzionalizzati e abietti ma per poterli mostrare come individui con diritti e dignità dovevano sottolinearne l’individualità e la tendenziale autonomia.

5. Migranti, nomadi e altri consiste in foto e filmati di alcune delle persone arrivate in Italia dal 1990 ad oggi. Comincia con il primo arrivo in massa di profughi albanesi nel 1991 e prosegue con immagini rappresentative dell’allarme mediatico scatenato nel 2007-8 contro rumeni e rom provenienti dall’Europa dell’est. L’ultima parte di questa sezione si concentra su rappresentazioni alternative in cui i migranti stessi assumono il ruolo di protagonisti di fotografie e film e controllano, almeno parzialmente, il modo in cui le loro storie vengono raccontate.

Le foto di Arturo Zavattini, con le quali il Centro di documentazione “Rocco Scotellaro e la Basilicata del secondo dopoguerra” ha partecipato alla mostra erano inserite nella sua terza sezione:

Il curatore della mostra:
David Forgacs insegna a University College London dove detiene dal 1999 la cattedra più antica di italianistica in Gran Bretagna. Nel 2006-09 è stato Research Professor in Modern Studies a The British School at Rome. La mostra presenta alcuni dei risultati del progetto di ricerca ‘Linguaggio, spazio e potere in Italia dal 1800 a oggi’ da lui svolto durante la sua residenza all'Accademia Britannica, su cui verte anche il suo libro illustrato Italy’s Margins, di prossima pubblicazione con la Cambridge University Press. Forgacs è autore di importanti studi sulla società, la cultura e il cinema dell’Italia fra cui Rome Open City (BFI Film Classics, Londra, 2000) e, in italiano, L'industrializzazione della cultura italiana 1880-2000 (Il Mulino, 2000) e Cultura di massa e società italiana 1936-1954 (con Stephen Gundle, Il Mulino, 2007).

     

 

 
 

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