Rocco Scotellaro
CENTRO DI DOCUMENTAZIONE
"Rocco Scotellaro e la Basilicata del secondo dopoguerra" Tricarico
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PRESENTAZIONI LIBRI
 

Presentazione del libro di
Rocco Mazzarone
I confini del possibile. Conversazioni con Pancrazio Toscano,
Introduzione di Goffredo Fofi
Napoli-Roma, L’Ancora del Mediterraneo, 2009.

 

 

Introduce
Antonella Manupelli
Archivio di Stato di Matera

Interventi
Agnese Sinisi
Deputazione di Storia Patria per la Lucania

Michelangelo Morano
Università degli Studi della Basilicata

Salvatore Lardino
Deputazione di Storia Patria per la Lucania

Coordina
Carmela Biscaglia
Centro di documentazione “R. Scotellaro e la Basilicata del secondo dopoguerra”

È presente
Pancrazio Toscano

Matera, venerdì 16 aprile 2010
ore 18.00,
Archivio di Stato di Matera

 

La presentazione dell’opera, inserita all’interno della XII Settimana della Cultura 2010, è stata organizzata dall’Archivio di Stato di Matera, dalla Deputazione di Storia Patria per la Lucania e dal Centro di documentazione “Rocco Scotellaro e la Basilicata del secondo dopoguerra”, che ne ha pure promosso la pubblicazione per ricordare Rocco Mazzarone, quale presidente onorario del Centro. Dagli interventi sono emersi i caratteri dell’opera, che racchiude una selezione di dense conversazioni intercorse tra Pancrazio Toscano e Rocco Mazzarone nel corso del 1997-1999, prevalentemente nella casa di questi in Atrio Consolato a Tricarico, usuale meta di intellettuali e ricercatori interessati alle vicende del Mezzogiorno e ad un confronto con il medico lucano, che negli anni Cinquanta è stato un fondamentale punto di riferimento per gli studiosi italiani e stranieri venuti in Basilicata per conoscerne il territorio e la realtà sociale.

I relatori: Antonella Manupelli, Michelangelo Morano, Carmela Biscaglia,
Agnese Sinisi, Salvatore Lardino e Pancrazio Toscano, curatore dell’opera


La pubblicazione si inserisce nel novero di altre interviste rilasciate da Mazzarone, da quella curata nel ‘92 da Marco Rossi-Doria e pubblicata con il titolo Una vita mal spesa («Linea d'ombra», n. 69) all’altra, Carlo Levi e la sua Lucania: un'amicizia difficile, affidata nel 2005 al «Bollettino Storico della Basilicata», per ricordare i sessant'anni dalla stampa del Cristo si è fermato a Eboli. «Modello di intellettuale meridionalista, – hanno sottolineato i relatori – Rocco Mazzarone ha svolto con grande impegno civile e rigore etico l’attività di medico e, con vasti interessi in disparati campi culturali, si è dedicato sia alle ricerche scientifiche nell’ambito della medicina, che alle indagini storiche e sociali. Riservato e antiretorico, non esibiva competenze e meriti, preferendo esercitare il dialogo e la riflessione critica su avvenimenti e figure della storia lucana e nazionale, di cui aveva una non comune memoria e dei quali era stato testimone privilegiato».

     


Da I confini del possibile scaturisce, in particolare, un ricco materiale per la conoscenza storica del Mezzogiorno a cominciare dalle battaglie meridionalistiche condotte nel dopoguerra dallo stesso Mazzarone con gli amici Rocco Scotellaro, Carlo Levi e Manlio Rossi-Roria. Vengono ricordati i progetti di ricerca, a cui il medico tricaricese aveva partecipato con passione scientifica e civile – da quello su Matera condotto con Friedrich George Friedmann ed altri studiosi statunitensi e italiani, all’indagine parlamentare sulla miseria e sui mezzi per combatterla incentrata su Grassano, alle esperienze di educazione sanitaria con Angela Zucconi, ai rapporti intellettuali con i grandi fotografi come Henri Cartier-Bresson – che testimoniano non solo il suo peculiare ruolo di “mediatore culturale”, quanto anche la sua concezione unitaria del sapere.


     


Dall’opera, è stato rilevato, emergono considerazioni, interrogativi e indicazioni di metodo, che coinvolgono il più giovane interlocutore e curatore dell’opera, Pancrazio Toscano (studioso di tematiche meridionalistiche), sulla complessità della società meridionale e sulla necessità di indagarla a vari livelli e da vari punti di vista; emerge la centralità del territorio nella storia e in ogni intervento sulla realtà del presente, tanto è vero che Mazzarone ha seguito sempre con attenzione le ricerche che geografi come Bernard Kaiser, Robert Bergeron ed Helen Rendell hanno condotto in Basilicata; emerge, infine, l’attualità del pensiero riformatore di Mazzarone rivolto ai molteplici percorsi di modernizzazione sia dei Paesi occidentali che dei vasti Sud del mondo. È stato, infatti, ricordato come egli oltre agli studi epidemiologici sulla Basilicata – che sarebbero confluiti nel saggio Ambiente e malattia scritto per il IV volume della Storia della Basilicata, curata da Gabriele De Rosa e Antonio Cestaro (Laterza, 2002) – nel 1948-1949 aveva studiato le condizioni ambientali e sanitarie del Balucistan iraniano all’interno della Commissione per il Piano di sviluppo della Regione Sud-Orientale dell’Iran e nel 1984 aveva insegnato le metodologie della lotta contro la tubercolosi nella Facoltà di Medicina dell’Università di Mogadiscio. Attraverso la narrazione orale – hanno concluso i relatori che erano tutti storici – supportata dalle sue numerose pubblicazioni scientifiche, Rocco Mazzarone ha applicato uno dei principi ispiratori del lavoro dello storico: partire dal presente per porre le domande al passato.

 

 
 

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