
Coordina il giornalista
Filippo Radogna
È presente
Maria Lombardo Spera |
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Saluti:
Giuseppe Digilio, assessore provinciale alla cultura
Carmela Biscaglia, vice direttore Centro document.
Raffaello Marsilio, sindaco di Tricarico
Presiede:
Raffaele Giura Longo, presidente Deputazione Storia Patria per la Lucania
Presentazione dell’opera:
Giampaolo D’Andrea, Università della Basilicata
Interventi:
Franca Assante, Università di Napoli
Alfonso Pontrandolfi, presidente Centro “Carlo Levi” di Matera
Antonio Giampietro, Presidente Centro studi storia delle tradizioni popolari di Puglia, Basilicata e Calabria
Matera, sabato 24 maggio 2008
ore 18.00
Biblioteca Provinciale “T. Stigliani”
Sala conferenze Palazzo dell’Annunziata |

Alcuni relatori. Maria Lombardo Spera (foto al centro)
L’iniziativa, promossa dalla Biblioteca Provinciale “Tommaso Stigliani” di Matera in collaborazione con il Centro di documentazione di Tricarico e la Deputazione di Storia Patria per la Lucania, nel presentare la ristampa del volume di Guido Spera, Storia ed evoluzione di una azienda agricola in Lucania (Bari, Arti Grafiche G. Laterza & Figli, [1951]), voluta dallo stesso Centro, ha affrontato il tema delle prospettive e degli esiti della riforma fondiaria in Basilicata. Giampaolo D’Andrea, nel trarre spunto dalle vicende esposte nel testo e dalle analisi condotte da Franca Assante nell’Introduzione, che tra l’altro riassume i termini della questione della terra in Basilicata, pone in luce come l’iniziativa editoriale “ha opportunamente riaperto un dibattito in controluce sulla riforma agraria, per misurarne gli effetti, il raggiungimento degli obiettivi, per valutarne gli esiti complessivi extra agricoli, che erano forse quelli che principalmente i riformatori volevano perseguire, sicuramente offre l’occasione di ripensare a modelli applicativi della riforma ed anche ad alcuni modelli di politica agricola in seguito sperimentati, che non hanno tenuto conto della lezione del passato”. Lo studioso osserva come, se da un lato l’esperimento dell’azienda di Calle era in sé ben riuscito nel contesto delle politiche agricole del fascismo, dall’altro pone delle perplessità quale modello proponibile nel successivo dopoguerra. Al di là del merito specifico, la legge di riforma fondiaria va intesa – a suo dire - come risposta politica alla domanda di terra dei contadini, anche se apparve subito chiaro che nell’evoluzione dei processi economici degli anni ‘50, era ormai necessario accelerare la corsa industriale e allentare la pressione derivante dalla sovrappopolazione agricola del Mezzogiorno. |