Rocco Scotellaro
CENTRO DI DOCUMENTAZIONE
"Rocco Scotellaro e la Basilicata del secondo dopoguerra" Tricarico
::home ::sede ::il centro ::Rocco Scotellaro ::organi ::progetto ::regolamento ::contatti




MOSTRE DOCUMENTARIE
  Mostra documentaria «Immagini dell’Azienda Calle di Tricarico», a cura della Biblioteca Provinciale “Tommaso Stigliani” di Matera.
 


Borgo Calle, 1950


Lapide a ricordo del 25° anniversario dello sviluppo dell’Azienda Calle
 

Tricarico (Mt), Centro di documentazione, 7-20 giugno 2008
Matera, Biblioteca Provinciale “Tommaso Stigliani”, 24 maggio-6 giugno 2008

La mostra espone una selezione delle fotografie scattate all’Azienda Calle di Silvio Turati in agro di Tricarico e pubblicate assieme ad altre nel volume di Guido Spera “ Storia ed evoluzione di una azienda agricola in Lucania”, Tipografia Editrice Carlo Conti, Matera, [1951]. Gli originali di questi scatti sono oggi custoditi nell’Archivio Centro Studi di Storia delle Tradizioni Popolari di Puglia, Basilicata e Calabria, Sezione “Rodolfo Giampietro” di Matera.
Le immagini ripercorrono le vicende dell’azienda che Ernesto Ottolini di Busto Arsizio negli anni ’20 del XX secolo aveva acquistato dall’ultima erede di un illustre casato meridionale, Anna, IX duchessa della Salandra e contessa di Tricarico, sposata a Nicola Maresca Donnorso Correale, duca di Serracapriola. La proprietà di circa 3.800 ettari, distribuita nei comuni di Tricarico, Calciano, Garaguso, Oliveto, Salandra e Brindisi di Montagna, s’incentrava nel borgo Calle e comprendeva anche il palazzo ducale di Tricarico, trasformato in sede degli uffici amministrativi dell’Azienda ed abitazione dei direttori che si succedettero, Pasini (1922) Tallachini, Bergamaschi e poi lungamente Gaetano Gorgone, come pure dimora del fattore di fiducia Vittorio Sattamino. Col matrimonio di Silvio Turati (Pinerolo, 1/3/1889–28/10/1980), con la figlia di Ottolini, Lucia, che portò in dote metà delle tenute ed il successivo acquisto dal cognato Giancarlo dell’altra metà, la proprietà passò nelle mani di Turati, imprenditore tessile piemontese, che vi attuò un coraggioso progetto di bonifiche e modernizzazioni agro-pastorali, affiancato da interventi significativi per migliorare le condizioni di vita delle famiglie contadine che vi lavoravano. Dopo un impegno più che trentennale, i suoi progetti vennero però definitivamente compromessi nel 1951 dalla legge di riforma fondiaria, che comportò l’esproprio dell’Azienda. Vani i tentativi di salvarla come “azienda modello”, anche attraverso la pubblicazione del volume di Guido Spera.

   
Azienda Calle, anni '20
Esterno di un ricovero di animali. Antichi attrezzi agricoli e unità di misura per cereali
   
Azienda Calle, anni '20
Anziano pastore
Baracca usata come stalla per bovini prima della direzione Gorgone.

 

Azienda Calle, anni '20
Semina manuale (“a spaglio”): l'aratro copre il seme col terreno.
Raccolta del foraggio appena "sfalciato” e pronto per essere insilato.

    
Azienda Calle, anni '40
Trasporto del grano su carri tirati da una pariglia di buoi.
Semina con la seminatrice tirata da buoi aratori.

            

Azienda Calle, anni 1940-'50
L’allevamento di razze ovine pregiate: l’ariete rambouillet.
Da sinistra: il pastore Angelo Casalaspro, il massaro di pecore
Paolo Novellino e il fattore Vittorio Sattamino.
Sullo sfondo della prima foto a sinistra si vedono due “lettère”
(di cui una in costruzione), cioè capanne portatili in
canne e frasche utilizzate come occasionali ricoveri per i pastori.

         
Azienda Calle, anni 1940-'50
Montone rambouillet infiocchettato. Era in segno distintivo del “manso”
ammaestrato dal pastore ad eseguire i suoi ordini e a guidare il gregge.
Abbeveratoio per bovini o “pilaccio” (in alto) e per ovini.

          
Calle, anni 1940-'50
Costruzione di una casa colonica con la stalla per i bovini.
“Podere Lucia”, affidato al mezzadro Francesco Chironna di Altamura,
che lo conduceva assieme alla moglie e ai loro sette figli maschi.

        

Borgo Calle, anni 1940-'50
Silos di 2500 quintali, montato dalla Saviz.
Il centro del borgo e l’autobus

     
Calle, 1933. La trebbiatura a forza elettrica


Borgo Calle, anni '40.
Il laghetto artificiale con l’ovile sullo sfondo

      
 Borgo Calle, 1953.
Scolaresca con la maestra Immacolata Marsico di Matera
Gaetano Gorgone, direttore dell’Azienda dal 1930 al 1953,
con la figlia Franca

 

La mostra è stata allestita a Tricarico in occasione del Seminario di studio su “Terre di Riforma Agraria: il caso Calle di Tricarico” (23 maggio 2008), promosso dal Centro di documentazione; e a Matera in occasione della Tavola rotonda per la presentazione del volume di Guido Spera “Storia ed evoluzione di una azienda agricola in Lucania”, Introduzione di Franca Assante, Congedo Editore, Galatina 2007 (24 maggio 2008), promossa dalla Biblioteca Provinciale “Tommaso Stigliani” di Matera, dal Centro di documentazione “Rocco Scotellaro e la Basilicata del secondo dopoguerra” e dalla Deputazione di Storia Patria per la Lucania.

 


Centro di documentazione Rocco Scotellaro
TRICARICO (MT)
info@centrodocumentazionescotellaro.org

All right reserved © Prodel


Omaggio Pagnotta