Rocco Scotellaro
CENTRO DI DOCUMENTAZIONE
"Rocco Scotellaro e la Basilicata del secondo dopoguerra" Tricarico
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I CONVEGNI

Incontro seminariale
«Nella Basilicata del secondo dopoguerra.
Rocco Scotellaro intellettuale della modernità»
Tricarico, Castello normanno
19 dicembre 2013

 

 

 


Incontro seminariale promosso da

Centro di documentazione
“Rocco Scotellaro e la Basilicata
del secondo dopoguerra”

Deputazione di Storia Patria
per la Lucania

Patrocinio: Comune di Tricarico

Mostra fotografica
“La Lucania di Henri Cartier-Bresson. 1952, 1973”


L’incontro seminariale, promosso per il 60° della mortedi Scotellaro, avvenuta a Portici il 15 dicembre 1953, dopo il saluto del sindaco di Tricarico Angela Marchisella, si è articolato attraverso le relazioni di Antonio Lerra, presidente della Deputazione di Storia Patria per la Lucania, di Carmela Biscaglia, direttore del Centro di documentazione “Rocco Scotellaro”, di Domenico Sacco e Salvatore Lardino, deputati della stessa Deputazione. L’iniziativa, ha evidenziato il presidente Lerra, «segna l’avvio di nuovi percorsi di studio e di ricerca volti a portare ad ulteriore sviluppo ricostruzioni e letture/riletture della figura e dell’opera di Scotellaro, nel quadro di un orizzonte che, rigorosamente ancorato nel contesto storico dell’Italia, del Mezzogiorno e della Basilicata del secondo dopoguerra, riesca a far cogliere elementi caratterizzanti la dimensione modernizzante dell’intellettuale Rocco Scotellaro, concorrendo ad analizzarne portata ed incidenza ai vari livelli del suo pur breve operare, sul terreno culturale e politico-istituzionale». L’incontro di studio dal taglio storico va ad integrare – ha aggiunto il direttore del Centro – il convegno dal taglio letterario-antropologico, promosso di recente dal Centro ed incentrato su “Cultura e lingua nell’opera di Rocco Scotellaro”, che aveva puntualizzato il processo di formazione culturale dell’intellettuale lucano nel suo rapporto tra cultura umanistica e cultura scientifica. Si trattò di una formazione avvenuta in quel periodo postbellico e successivo al ventennio fascista, in cui anche la Basilicata avviò il suo processo di sviluppo socio-economico e innanzitutto democratico, passando da una difficile ricostruzione morale. Un disegno ambizioso, carico di forti valenze civili, che richiedeva interpreti e realizzatori all’altezza del compito. Un processo che coinvolse il mondo contadino, componente importante della società lucana e della società italiana del tempo, entro cui l’esperienza umana di Scotellaro divenne esemplare.

             

I relatori e Angela Marchisella, sindaco di Tricarico

Gli studi odierni su Scotellaro e sul suo tempo, – è emerso dagli interventi dei vari relatori – vedono in forte ripresa quelli di taglio storico e tendono ad approfondire su basi documentarie l’impegno politico del giovane lucano, che a questo impegno affiancò sempre quello letterario e culminò negli anni degli accesi movimenti contadini, per seguire nei successivi della prima applicazione della riforma fondiaria. Tali studi, nel contempo, sono finalizzati anche ad approfondire la conoscenza dell’intellettuale complesso e moderno, che seppe inserirsi nel clima di forte impegno politico e sindacale e di rinnovamento culturale in un’Italia uscita dalle censure del regime, ed incarnare il modello di quell’“intellettuale organico” teorizzato da Antonio Gramsci, ma altrettanto atteso da Gobetti, da Salvemini e dai rappresentanti del cattolicesimo sociale, messo duramente alla prova nel ventennio fascista. Ne emerge sempre più la figura del giovane vissuto in una delle fasi più critiche e decisive della storia della società e dell’economia italiana del Novecento, che proprio negli anni Cinquanta aveva operato, tra l’altro, la scelta dell’industrializzazione con la conseguente emigrazione, che avrebbe sconvolto il rapporto città-campagna e trasformato i contadini in operai, passando da infiniti drammi individuali e dalla perdita delle proprie radici. Uno Scotellaro, che in posizione dialogante con grandi figure del tempo come Manlio Rossi-Doria, Rocco Mazzarone, Adriano Olivetti e il Movimento di Comunità e con lo stesso Carlo Levi, che lo introdusse nel mondo culturale italiano più aperto ed avvertito, sa guardare alle “strade nuove da percorrere” nella prospettiva di soggetti partecipi delle trasformazioni e non di soggetti ancorati a sterili nostalgici passati. Uno Scotellaro che assunse la consapevolezza, soprattutto a partire dal 1950, che la protesta non era più uno strumento fruttuoso per rivendicare diritti: la partita dello sviluppo si giocava ormai nei luoghi della ricerca e della programmazione. Si giocava, insomma, sul piano della conoscenza.

               

Antonio Lerra, Domenico Sacco,
Salvatore Lardino, Carmela Biscaglia

Nel corso della seconda parte della serata è stato proiettato il documentario “Omaggio a Rocco Scotellaro”, a cura di Rocco Brancati (RAI Basilicata, Deputazione di Storia Patria per la Lucania)e sono intervenutii sindaci di quei Comuni lucani e campani che in vario modo sono legati all’opera politica e letteraria di Scotellaro: Luigi de Lorenzo, sindaco di Aliano; Rosalia Ermelinda Camerini, commissario straordinario del Comune di Bernalda; Francesco Sanseverino, sindaco di Grassano; Raffaele Favale, sindaco di Irsina; Salvatore Adduce, sindaco di Matera; Giuseppe Silvaggi, sindaco di Montescaglioso; Nicola Marrone, sindaco di Portici; Vito Santarsiero, sindaco di Potenza; Alfonso Amato, sindaco di Sicignano degli Alburni. Hanno apportato il loro contributo anche mons. Vincenzo Carmine Orofino, vescovo di Tricarico e Marta Ragozzino, soprintendente per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Basilicata.

         

Il pubblico, i sindaci, le autorità militari,
il senatore Angelo Ziccardi

Per l’occasione il Centro di documentazione ha esposto il corpus fotografico “La Lucania di Henri Cartier-Bresson. 1952, 1973”, donato al Comune di Tricarico dallo stesso fotografo in ricordo del particolare legame instauratosi tra lui, Scotellaro e Rocco Mazzarone durante il suo primo reportage fotografico in Basilicata condotto nel 1952, e rafforzatosi poi nel secondo allorquando, morto Scotellaro, egli ebbe come referente privilegiato il medico di Tricarico. Il fotoreporter di fama mondiale nel 1973 tornò, infatti, a fotografare la Basilicata del post-Scotellaro e ne colse le trasformazioni sul piano economico ed anche sociale. Nel suo insieme questa raccolta di fotografie, preceduta da un testo introduttivo dello stesso Mazzarone, fornisce un’articolata panoramica della regione, da Matera ad alcuni centri del Materano (Stigliano, Aliano, Craco, Pisticci, Scanzano, Sant'Arcangelo, Grassano) e da Potenza ad alcuni paesi del Potentino (Rionero in Vulture, Acerenza, Tolve, Vietri di Potenza, Pietragalla, Avigliano).

              

Craco, 1952  -  Stigliano, 1952
(Henri Cartier-Bresson)

           

Metaponto, 1973
La costruzione della diga di Monte Cotugno, Senise 1973
(Henri Cartier-Bresson)

Il grande fotografo, nel fissare le due fasi epocali della Lucania – lo stadio ultimo della sua civiltà contadina e le problematiche della nascente industrializzazione – coglie la vita degli uomini all'interno dei paesi e nelle campagne, il lavoro nelle antiche masserie e nei moderni poderi del Metapontino sottoposto alla riforma fondiaria, la condizione dell'infanzia, dei giovani e degli anziani, passando dalle trasformazioni che fabbriche, viadotti e ponti in cemento andavano operando nel contesto ambientale e segna il cammino della regione dalla dignitosa povertà della vita cavernicola dei Sassi e dall'economia di sussistenza lungo i brulli calanchi verso le prospettive nuove sostenute dagli interventi dello Stato.


 


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