Rocco Scotellaro
CENTRO DI DOCUMENTAZIONE
"Rocco Scotellaro e la Basilicata del secondo dopoguerra" Tricarico
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FONDI FOTOGRAFICI - ARTURO ZAVATTINI
 


Tricarico '52, Via Santa Flora



Tricarico '52, Rabata


Tricarico '52


Tricarico '52, Rabata

È composto da 60 fotografie sulle 150 che Arturo Zavattini aveva scattato a Tricarico in primo luogo nella Rabata, al seguito della prima sistematica spedizione etnografica condotta nel giugno 1952 da Ernesto De Martino, e che l'autore nel cinquantenario della morte di Scotellaro ha donato al Centro di documentazione (Archivio Comune di Tricarico, Protocollo di donazione, Roma 10 marzo 2003). Il reportage fotografico, dal forte fascino visivo e dall'impatto emotivo, realizzato secondo il criterio stilistico dell'inchiesta di comunità e dell'applicazione di un modulo cinematografico di ripresa, rappresenta un significativo recupero di fonti documentarie per la conoscenza degli anni Cinquanta della Lucania che, con le lotte per il possesso della terra, la riforma agraria, la ricostruzione della vita democratica, segnarono un suo decisivo dignitoso inserimento nel contesto nazionale. Il contributo scientifico di Francesco Faeta (1996) ha permesso, tra l'altro, di dare un nome ai soggetti delle fotografie e ricostruire il percorso cittadino del fotografo: piazza Garibaldi, ove dormono all'addiaccio i mietitori pugliesi e lucani, localmente detti «marinesi», in attesa dell'ingaggio; via Vittorio Veneto con il palazzo ducale sede dell'amministrazione dell'azienda agraria di Silvio Turati, latifondo sorto da proprietà feudali e soggetto ad espropri in base alla legge di riforma fondiaria, a quotizzazioni e assegnazioni ai braccianti senza terra; via duomo, via gelso ove un giovane massaro conversa con l'anziano Rocco Novellino; via Fontana con un gruppo familiare seduto sulla scalinata della loro casa; le calate Santa Flora e Santa Teresa, i vicoli assolati ove si prolunga la vita delle persone e per terra stazionano i maiali; il ritorno dei braccianti dai campi attraverso la porta saracena, i quartieri bracciantili e contadini della Rabata, della Badia e della Saracena con interni di abitazioni ove coabitano uomini ed animali, attività contadine (la salatura del formaggio) e artigiane (il ciabattino Rocco Magro, detto «il montepelusano» dinanzi alla sua bottega con l'apprendista e la cliente scalza), ritratti di uomini affaticati, donne che allattano, bambini, esecuzioni canore e musicali con tamburello, zampogna e organetto in una casa della Rabata; le campagne al tempo della mietitura.




Bibliografia:

*F. Faeta, Dal paese al labirinto. Considerazioni intorno all'etnografia visiva di Ernesto de Martino, in C. Gallini e F. Faeta (a cura di), I viaggi nel Sud di Ernesto de Martino. Fotografie di Arturo Zavattini, Franco Pinna e Ando Gilardi, Torino 1999, pp. 49-93.

*A. Zavattini, Tricarico, 1952, in «Ossimori», 8 (1997), pp. 41-56.

*A. Zavattini, Inchiesta a Tricarico, giugno 1952, in Gallini e Faeta, I viaggi nel Sud, cit., pp. 96-124.

*F. Faeta, Il sonno sotto le stelle. Arturo Zavattini e le prime fotografie etnografiche demartiniane in Lucania, in «Ossimori», 8 (1997), pp. 57-67.

*M. C. Cassarini, Raccontare la Lucania per immagini: l'arte fotografica di Arturo Zavattini, in «Ciemme», XXXIII/145 (2003), pp. 102-5.

*Arturo Zavattini Fotografo in Lucania, a cura di Francesco Faeta, Milano, Federico Motta editore, 2003.

*Recensione di Antonello Ricci in «BSB», 21 (2005), pp. 294-6, al volume Arturo Zavattini fotografo in Lucania, a cura di Francesco Faeta, Milano, Federico Motta editore, 2003.

*C. Biscaglia, Studi sulla Lucania degli anni Cinquanta e la funzione del Centro di documentazione «Rocco Scotellaro e la Basilicata del secondo dopoguerra», in «Bollettino storico della Basilicata», 22 (2006).

 


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