Rocco Scotellaro
CENTRO DI DOCUMENTAZIONE
"Rocco Scotellaro e la Basilicata del secondo dopoguerra" Tricarico
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FONDI FOTOGRAFICI - HENRI CARTIER BRESSON
   




È il nucleo fondante della preziosa collezione di immagini della Lucania all'interno del Centro di documentazione. Scaturisce dalla donazione al Comune di Tricarico (sindaco Pancrazio Toscano), avvenuta nel 1985 tramite Rocco Mazzarone, da parte di Henri Cartier-Bresson, riconosciuto tra i più grandi fotografi del XX secolo e, assieme a Robert Capa, David Saymour e George Rodger, fondatore nel 1947 della storica Magnum Photos, la più importante agenzia fotografica del mondo. Le 26 fotografie si completano con un testo introduttivo dello stesso Mazzarone, il quale aveva accompagnato il fotografo francese nei suoi due soggiorni in Lucania nel 1951-'52 e nel 1972-'73, corrispondenti alle due fasi cruciali della storia regionale del XX secolo e a cui era rimasto legato da profonda amicizia. Nel primo reportage fotografico, che si ascrive all'itinerario umano, professionale e artistico di Cartier-Bresson, confluito nel volume del 1955 Les Européens, egli coglie, con grande rispetto degli uomini e dei luoghi, la Lucania di Carlo Levi con particolare riferimento a Matera e ai Sassi, alle dure condizioni di vita della popolazione specie in Val d'Agri, ma anche i primi timidi segnali dei miglioramenti che sarebbero seguiti con le opere di bonifica di vaste aree paludose, la eradicazione della malaria, il trasferimento della popolazione dei Sassi nel borgo de La Martella, l'assegnazione ai contadini delle terre sottratte al latifondo, che sembrava poter soddisfare le loro ataviche aspirazioni e di cui resta emblematica la foto della collezione di Tricarico che mostra, sullo sfondo di una delle affollate cerimonie,che si tennero in Lucania nei primi anni '50 per l'assegnazione delle terre a seguito della riforma agraria, un contadino che nell'atto di ricevere il podere, ringrazia con un anacronistico quanto nostalgico «saluto romano».
Indicativa delle ricadute che la medicina e le migliori condizioni di vita avrebbero avuto sull'abbattimento degli elevatissimi indici di mortalità infantile, è peraltro la foto che coglie l'atto di un medico che somministra un medicinale ad un bimbo in fasce tra le braccia della madre.Tornando in Lucania a vent'anni di distanza, Cartier-Bresson avrebbe ritratto una realtà economica e sociale profondamente cambiata, anche per effetto dei nuovi insediamenti industriali nella valle del Basento, ove erano stati scoperti giacimenti di metano. Con la sua Leika fissò dighe e strade in costruzione, le nuove colture nel Metapontino, il contrasto tra vecchi e nuovi costumi, la mescolanza di miti pagani e tradizioni cristiane, la compresenza di strumenti di lavoro arcaici e l'introduzione degli elettrodomestici, come pure le nuove masse di giovani delusi nelle loro aspirazioni lavorative e pronti ad un rinnovato esodo emigratorio, una classe dirigente che continuava a distribuire favori, sindacati deboli e partiti politici che altro non erano che «aggregati di famiglie e di clientele migranti», dal momento che le grandi decisioni continuavano ad essere compiute altrove.

   



 
Bibliografia:

* Henri Cartier-Bresson, La Basilicata, numero monotematico di «Du Magazine», ed. Conzett & Huber, luglio 1974. * Henri Cartier-Bresson, La Lucania di Henri Cartier-Bresson, testi di Rocco Mazzarone e Giuseppe Appella, Roma 1990.
*Henri Cartier-Bresson, La Lucania di Henri Cartier-Bresson, testi di Rocco Mazzarone e Giuseppe Appella, Roma 1990.
* C. Biscaglia, Studi sulla Lucania degli anni Cinquanta e la funzione del Centro di documentazione «Rocco Scotellaro e la Basilicata del secondo dopoguerra», in «Bollettino storico della Basilicata», 22 (2006).

 


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