Rocco Scotellaro
CENTRO DI DOCUMENTAZIONE
"Rocco Scotellaro e la Basilicata del secondo dopoguerra" Tricarico
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I CONVEGNI
 

 

 

Incontro di studio
“Rocco Scotellaro e le traduzioni inglesi”
in collaborazione con
David & Helen Constantine, Editors
Modern Poetry in Translation, The Queen’s College - Oxford
Tricarico, Centro di documentazione
14 settembre 2012, ore 18,00

Proiezione del video:
“Rocco Scotellaro: vita e opere del sindaco poeta di Tricarico”, versione inglese a cura di Carmela Santangelo

Lettura delle poesie in italiano curata da Giuseppe Miseo

Traduzione degli interventi dall’italiano e dall’inglese eseguita da Vito Sacco

Introduzione
CARMELA BISCAGLIA
direttore del Centro

Saluto del vice sindaco
ROCCO DABRAIO

Relazione su “Rocco Scotellaro in Modern Poetry in Translation”
DAVID CONSTANTINE
(Queen’s College, Oxford)

Lettura di poesie di Scotellaro da parte di
HELEN CONSTANTINE
(Queen’s College, Oxford)

Relazione su “Le traduzioni di Scotellaro in inglese”
CAROLINE MALDONADO
(scrittrice)


Lettura di poesie di Rocco Scotellaro tradotte in inglese da Caroline Maldonado e Allen Prowle

L’evento è stato organizzato dal Centro di documentazione “Rocco Scotellaro e la Basilicata del secondo dopoguerra” in collaborazione con la rivista letteraria e Casa editrice Modern Poetry in Translation (MPT) del Queen’s College di Oxford, diretta da David ed Helen Constantine, e alla quale fa capo un gruppo di traduttori impegnati nella traduzione della poesia di Rocco Scotellaro. L’incontro ha rappresentato un momento qualificante del rapporto di studio che il Centro ha intessuto da qualche anno con la MPT e con questi studiosi, che stanno conducendo un interessante, specialistico e innovativo lavoro di ricerca e traduzione, avviato da Allen Prowle con la pubblicazione del volumetto Rocco Scotellaro. Poems (London, MPT, 2009) e, successivamente, condotto anche da Caroline Maldonado, che è presidente del Consiglio di Amministrazione della Fondazione della MPT. Si tratta di un’importante rivista letteraria, che permette oggi al poeta lucano di inserirsi in un contesto internazionale.

 

Il tavolo dei relatori e l’intervento introduttivo di Carmela Biscaglia

L’attenzione verso la poesia prodotta da altri popoli – ha illustrato il direttore del Centro – non fu estranea a Scotellaro, che già negli anni 1943-1944, giovanissimo, dette prova non solo di aver studiato a fondo la grande poesia italiana del Novecento ma, cessato il conflitto, intessé anche una serie di contatti intensi con la vita culturale e letteraria italiana, facenti capo ad alcune sedi editoriali come la Einaudi di Roma, dove incontrava il critico militante Carlo Muscetta, e alle riviste che numerose si fondavano in quegli anni all’insegna della libertà e della democrazia e si connotavano per l'impegno a sostenere la nuova cultura. Scotellaro frequentò il «Mondo» di Mario Pannunzio, «Botteghe Oscure» diretta da Giorgio Bassani, mantenne rapporti con Italo Calvino, Cesare Pavese, Marion Rosselli. In un’Italia che usciva da un conflitto mondiale senza precedenti e passando dalla Resistenza e da vent’anni di dittatura, egli si inserì in quel clima letterario nuovo e carico di entusiasmi, dominato dalla volontà di dare forma concreta alla missione sociale e civile del letterato. Entrò nel vivo dei dibattiti sul ruolo del letterato e, dunque, sul ruolo del poeta nella società, e sul complesso rapporto tra cultura e politica. Si aprì ai nuovi orizzonti e ai poeti stranieri, a cominciare dai russi. E lo fece attraverso le prime traduzioni, che venivano pubblicate in Italia su riviste come «Mercurio», «Il Ponte», «Lo Smeraldo», «Società» dove ebbe modo di leggere le poesie di Sergej Esenin, che cantavano la Russia contadina. Manifestò una chiara sensibilità verso l’americano Thomas Eliot, i francesi Verlaine, Mallarmé, Michaux, lo spagnolo Garcìa Lorca, il tedesco Rainer Maria Rilke. Sono note, inoltre, le traduzioni di Scotellaro dei versi di Arthur Rimbaud e di Robert Louis Stevenson.

   

L’intervento di David Constantine
e la traduzione simultanea di Vito Sacco

L’accademico David Constantine ha, quindi, spiegato che la rivista Modern Poetry in Translation fu fondata nel 1965 da Ted Hughes e Daniel Weissbort con l’intenzione di promuovere, attraverso efficaci traduzioni in inglese, la buona poesia di ogni parte del mondo. Particolare attenzione fu data, all’epoca, alla poesia dell’Europa dell’Est, per dare un’ampia circolazione nel Regno Unito e in America ai poeti “d’oltre cortina”, favorendo la diffusione delle loro idee e il dialogo dei poeti britannici e americani con i loro colleghi stranieri. «Helen e io – ha proseguito lo studioso di Oxford – dirigiamo l’MPT dal 2003 e il nostro intento è stato quello di estendere e modificare l’idea e il lavoro di traduzione, come abbiamo fatto nei numeri della rivista dedicati a After-Images, Transplants, Polyphony, ma anche di aprire un dibattito su alcuni urgenti temi politici e sociali, com’è avvenuto in Palestine, Frontiers, Freed Speech e in Poetry and the State. Naturalmente, questi due elementi non possono essere separati. Proprio l’idea di traduzione è di per sé “politica”: veicolare la parola liberamente attraverso i confini dello spazio e del tempo, promuovere uno scambio libero di idee per il bene della nostra umanità comune è “politica”. Non è però solo politica. Lo spirito essenziale della traduzione è, infatti, “utopistica”: addita come il mondo dovrebbe essere e potrebbe essere, come bisogna che gli uomini condividano le buone cose della terra, incrementando la comprensione reciproca. La traduzione, così intesa, è un atto di reciproco aiuto. È intrinsecamente un atto di resistenza e di opposizione a tutti i fondamentalismi: il nativo è relativizzato dallo straniero; ci induce a considerare il nostro modo di essere nel mondo alla luce di quello degli altri popoli. Ed è l’affermazione che la parola, che è la “verità”, ha il diritto di “viaggiare” tra gli uomini della terra. Abbiamo intitolato l’MPT 3/10 (autunno 2008) The Big Green Issue (La Grande Edizione Verde) con l’intento di promuovere il principio che la terra dovrebbe essere lavorata non solo con saggezza e in modo produttivo, ma anche secondo giustizia. Il lavorare la terra deve, dunque, non solo sostenerne la fecondità, ma anche distribuire equamente i prodotti della terra. Abbiamo scoperto che le poesie di Rocco Scotellaro, tradotte da Allen Prowle, esprimevano bene questo principio.

     

David Constantine

Dirigendo MPT, non sappiamo mai a che cosa andiamo incontro. Le poesie ci arrivano in traduzione da tutti gli angoli del mondo, attraversano gli oceani. E il termine “moderno”, compreso nel titolo della nostra rivista, indica la modernità della traduzione di qualsiasi poesia, di qualsiasi luogo e di qualsiasi tempo. Le poesie ci vengono anche attraverso i secoli, dalla Grecia omerica, dall’Italia rinascimentale e ora dalla Cina. Ecco come Rocco Scotellaro ci è arrivato nella cartella della posta elettronica: ci è arrivato nell’inglese di Allen Prowle, una rivelazione. Né il poeta, né il traduttore ci erano noti. Che cosa c’è in Scotellaro di così congeniale e avvincente? Per noi, egli ha molto in comune con una fondamentale tradizione della poesia inglese, ben esemplificata in scrittori romantici come Blake e Wordsworth. Penso ai consigli di Blake ai poeti che ‘dovrebbero insistere molto sui minimi particolari…’. Scotellaro lo fa. E, nel farlo, rivolge la sua attenzione alle reali circostanze, in cui le persone reali vivono la loro vita. La sua poesia è radicata nel “qui e ora”, è radicata “proprio nel mondo”, come la colloca William Wordsworth, “che è il mondo / di tutti noi / il luogo dove, alla fine, / troviamo la nostra felicità o affatto”. La poesia è capace di questo: insegna agli uomini del nostro tempo e a quelli del tempo futuro l’esperienza di esseri uomini in un particolare tempo e luogo. E se le circostanze che il poeta presenta sono di ingiustizia, se i dettagli reali sono le ingiuste condizioni di lavoro e di oppressione, allora questa poesia porta con sé una forte carica politica e, quindi, rivoluzionaria. Così avviene col romanticismo inglese, così fa Rocco Scotellaro, ad esempio nelle poesie La luna piena e Le viole sono dei fanciulli scalzi, che Helen ora leggerà nella traduzione di Allen Prowle e Vito nel testo originale».

                

Helen e David Constantine, Vito Sacco

«Perché Scotellaro mi colpisce ora, – continua il relatore – vivendo comodamente in un altro Paese, 60 anni dopo la sua morte? Possiamo porre la stessa domanda per qualsiasi poeta: perché siamo toccati ora, dopo tanto tempo, in circostanze molto diverse, da Omero, Dante, Shakespeare? La risposta è semplice: perché il poeta, radicato e lavorando nel particolare, fa di quel materiale qualcosa che è allo stesso tempo vero per lui e figurativo di una verità che si estende oltre quel tempo e quel luogo. Noi vi riconosciamo situazioni ed emozioni ricorrenti nella vita delle persone in qualunque parte del mondo vivano. Leggere è una continua traduzione della poesia nella nostra vita. Anche grazie alla sua forza figurativa la poesia ci permette di fare esperienze che non abbiamo vissuto realmente e che non potremo mai avere ma che, nella umanità comune, noi riconosciamo come umanamente possibili. E così, mentre leggiamo, noi viviamo in esse in maniera immaginaria e viviamo proiettati in una vita più ampia della nostra. Scotellaro, con tutta la carica figurativa che è tipica di ogni poesia, lo fa per noi, come nei versi Salmo alla casa e agli emigranti». David Constatine, ha concluso il suo intervento ponendo in risalto la affinità tra Scotellaro e Carlo Levi non solo per la loro rigorosa attenzione ai dettagli reali dei luoghi, delle persone, delle circostanze, ma anche per la loro comune passione civile, il desiderio di giustizia e la volontà di aiutare i più deboli.

             

L’intervento di Caroline Maldonado

La relazione di Caroline Maldonado ha evidenziato gli sviluppi nel campo delle traduzioni di Scotellaro, annunciando la prossima pubblicazione di 53 poesie in inglese con testo italiano a fronte, curata da lei e da Allen Prowle. L’opera, dal titolo Rocco Scotellaro. Your call keeps us awake (Smokestack Books di Middlesbrough), costituirà un traguardo importante di questa complessa e fondamentale ricerca sul poeta di Tricarico e sul suo linguaggio, che molto deve – ha aggiunto la scrittrice – alla funzione di intermediazione culturale e linguistica fornita dal Centro e da Vito Sacco, che ha permesso loro di penetrare un mondo tanto diverso da quello anglosassone e di comprendere il significato di un linguaggio, quello di Scotellaro, fortemente ancorato a forme lessicali e sintattiche, spesso mutuate dal dialetto. La stessa scrittrice e traduttrice si è soffermata su alcune delle difficoltà incontrate, come la mancanza di punteggiatura e la grammatica spesso non convenzionale tipica delle poesie di Scotellaro; oppure, la posizione dell’aggettivo che in inglese generalmente precede il nome, l’ambiguità del senso di talune parole, le referenze geografiche, culturali o religiose.

     

Giuseppe Miseo, Caroline Maldonado, David ed Helen Constantine

«A tradurre poesia – ha spiegato la Maldonado – ci vuole un poeta. Per questo la questione, per noi, è sempre se tentare di replicare il più possibile la poesia in inglese, con la stessa rima, il ritmo, l’accento e la musicalità dell’italiano, oppure creare una bella poesia nella nostra lingua, cambiando la posizione delle parole e, a volte, le stesse parole. Di solito, cerchiamo una mediazione tra le due soluzioni. Anche l’inglese ha la sua musicalità, ma i suoi strumenti sono molto diversi». La relatrice ha letto alcune sue traduzioni di Scotellaro, che sono state poi rese nella lingua originale da Giuseppe Miseo.

       

Il pubblico e il gruppo dei cantori:
Antonio Guastamacchia, Antonio Miseo e Salvatore Mangiamele

      

Rolston Callender, Caroline Maldonado,
Carmela Santangelo, Vito Sacco, David Constantine

L’incontro di studio, apertosi con la proiezione del video “Rocco Scotellaro: vita e opere del sindaco poeta di Tricarico” in versione inglese, curata da Carmela Santangelo, si è concluso con l’esecuzione di alcuni canti popolari di Tricarico, ai cui testi si ispirano molti versi di Scotellaro.È seguita la degustazione di prodotti tipici locali. Nel corso della loro permanenza a Tricarico, gli studiosi inglesi hanno visitato il paese e i luoghi delle memorie scotellariane.

      

Davanti alla casa di Rocco Scotellaro:
Angelica Lavecchia e Donato Montesano (Cooperativa “Il viandante”),
Marta Dabraio, Rolston Callender, Caroline Maldonado, Carmela Biscaglia,
Helen e David Constantine

        

Piazza Giuseppe Garibaldi e Palazzo Ducale

         

Palazzo ducale: visita alla Mostra dei reperti archeologici del Medio Basento

(Foto di Enzo De Lillo, Vito Sacco, Donato Montesano)

 

David Constantine, nato a Salford, è un accademico del Queen’s College di Oxford, dove ha insegnato Lingua e Letteratura tedesca per 30 anni. Ha pubblicato numerosi volumi di poesia (il più recente Nine Fathom Deep,l 2009), una novella (Davies, 1985) e tre raccolte di racconti brevi. È un editore e traduttore di Hölderlin, Goethe, Kleist e Brecht. La sua traduzione del Faust di Goethe è stata pubblicata dalle Edizioni Penguin (2005 e 2009). La Oxford University Press ha pubblicato nel 2012 la sua traduzione de I dolori del giovane Werther, il romanzo epistolare di Johann Wolfgang Goethe. Nel 2010 ha vinto il Premio nazionale della BBC per i racconti brevi. Egli ha dato un contributo importante alla poesia inglese e irlandese moderna con opere su temi perenni, spesso con riferimento a miti classici e storie bibliche. È direttore della MPT.

Helen Constantine, moglie di David e co-direttrice della MPT, è traduttrice di grandi scrittori francesi. Ha pubblicato tre volumi di storie tradotte (Racconti parigini, Racconti francesi e Racconti del metrò parigino) e sta curando una serie di ‘City Tales’ per la Oxford University Press. Ha tradotto Mademoiselle de Maupin di Théophile Gautier e Dangerous Liaisons di Choderlos de Laclos per le Edizioni Penguin e l’opera La Peau de Chagrin di Honoré de Balzac. Attualmente sta traducendo La Conquête de Plassans di Émile Zola sempre per la Oxford University Press.

Allen Prowle (College di Humberside, Lincoln e Hull) è un traduttore raffinato delle poesie di Pascoli, Baudelaire, Paul Verlaine. Nel 2007 è stato insignito dell’importante premio “Times-Stephen Spender” per le traduzioni delle poesie di Attilio Bertolucci. Ha al suo attivo la pubblicazione di Poems (2009), prima organica raccolta di 39 poesie di Scotellaro tradotte in inglese e sta per pubblicare insieme a Caroline Maldonado, per le Edizioni Smokestack Books di Middlesbrough, il volume Tu non ci fai dormire, con 50 poesie di Scotellaro in traduzione inglese.

Caroline Maldonado ha insegnato Lingua e Letteratura inglese alla Universidad Pedagogica Nacional di Bogotà in Colombia. Ha al suo attivo un master di scrittura all’Università Hallam di Sheffield. Varie riviste letterarie e antologie hanno pubblicato le sue poesie. Ha tradotto libri dal francese e dallo spagnolo. L’anno prossimo sarà pubblicato il suo primo romanzo.

http://www.mptmagazine.com/article/mpt-board-members-in-italy-for-rocco-scotellaro-celebration-33/

http://antoniomartino.myblog.it/archive/2012/09/16/incontro-di-studio-su-rocco-scotellaro-e-le-traduzioni-ingle.html

http://www.youtube.com/watch?v=A614BSssxGk&feature=related

http://www.youtube.com/watch?v=lDlyLDJfN3s&feature=related

http://www.youtube.com/watch?v=T8CC5SqZRwI&feature=related

 

 

 


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