Rocco Scotellaro
CENTRO DI DOCUMENTAZIONE
"Rocco Scotellaro e la Basilicata del secondo dopoguerra" Tricarico
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I CONVEGNI
 

 

 

Convegno
«Terra e libertà. L’attualità del pensiero e dell’opera di Peppino Avolio»
Tricarico, Centro di documentazione
17 aprile 2010


Organizzato
dal Centro di documentazione “Rocco Scotellaro e la Basilicata del secondo dopoguerra” e dalla Confederazione Italiana Agricoltori di Basilicata.

Saluti: Donato Distefano (Presidente CIA Basilicata), Paolo Carbone (vice presidente CIA Basilicata); Gigi Benevento (Amministrazione Comunale).

Interventi: On. Filippo Maria Pandolfi (già Ministro dell’Agricoltura); Sen. Emanuele Macaluso (Direttore de “Le ragioni del Socialismo”); Carmela Biscaglia (Centro di documentazione); Pancrazio Toscano (studioso); Aurelio Grassi (Presidente CIA Campania); Francesco Avolio (figlio di Peppino).

Scopo del convegno è stato ricordare la figura di Giuseppe Avolio, protagonista della vicenda agricola italiana degli ultimi cinquant'anni ed esponente di spicco della vita politica del nostro Paese fin dall'immediato dopoguerra. Scomparso nel novembre 2006, egli ha dedicato una vita all'affermazione della dignità e della centralità del mondo rurale italiano. All’evento, che trae il titolo di “Terra e libertà” dal volume dello stesso Avolio (familiarmente chiamato Peppino), pubblicato dalla Confederazione nel 2004, hanno portato il loro prezioso contributo di esperienze, di conoscenza e di analisi due illustri figure della politica italiana, l’on. Filippo Maria Pandolfi e il sen. Emanuele Macaluso. L’uno formatosi alla Cattolica di Milano e più volte Ministro delle Finanze e Ministro dell'Agricoltura e Foreste, direttore del Comitato ad interim del Fondo Monetario Internazionale (1979-1980) e vice presidente della Commissione Europea (1989-1993); l’altro di area socialista e convinto sostenitore dell’ancoraggio della Sinistra italiana ai valori del Socialismo Europeo, ha ricoperto numerosi incarichi parlamentari ed oggi è editorialista de «La Stampa» e direttore della rivista «Le nuove ragioni del socialismo», un mensile da lui fondato nel 1996. Macaluso è stato compagno e amico di Avolio, come egli ricorda nella Prefazione al libro Giuseppe Avolio. Dalle lotte per la terra alla politica agricola comunitaria, curato per le edizioni Rubettino da Michele Drosi e Elisabetta Palumbo; nello stesso scritto Macaluso ricorda, inoltre, la comune frequentazione con Giorgio Napolitano e Gerardo Chiaromonte e i comuni impegni per rilanciare e rinnovare le organizzazioni dei coltivatori negli anni Settanta, come pure la sofferenza di Avolio per la crisi della sinistra e per quella distruttiva del PSI.

  
L’on. Filippo Maria Pandolfi e il sen. Emanuele Macaluso


I relatori hanno posto in luce la figura di Avolio all’interno dei grandi cambiamenti politici, economici e sociali, che nel corso del Novecento hanno portato alla formazione dell’Italia odierna, passando dalla conquista della democrazia e dal riscatto delle masse popolari e ne hanno evidenziato il contributo sostanziale quale protagonista indiscusso prima dei movimenti contadini per la terra, poi di quelle lotte sindacali delle genti rurali, che organizzate e unite, hanno rappresentato un elemento fondamentale nel più generale sviluppo del nostro Paese. Originario di Afragola, nel 1942 Avolio militò nel movimento antifascista clandestino, quindi catturato dai tedeschi e deportato in Germania, sino al 1945 fu internato nel campo di Dusseldorf-Eller. Dal 1948 al 1950 diresse l'edizione napoletana dell'Avanti!. Esponente socialista e parlamentare fin dal 1958, fu responsabile nazionale del PSI per la politica agraria negli anni 1973-1977. Avolio si battè per la riorganizzazione delle organizzazioni agricole, con l'obiettivo dell’ “unità nelle campagne”, sino a fondare la Confederazione Italiana Coltivatori, che avrebbe presieduto sino al 1992 e quando l'organizzazione avrebbe assunto il nome di Confederazione Italiana Agricoltori sino al 2000, impegnandosi con forza per lo sviluppo dell'agricoltura e per la sua affermazione nei mercati europei e mondiali.

    

La militanza socialista e l’attenzione al tema della terra e del mondo contadino – ha posto in risalto Carmela Biscaglia – avevano legato Giuseppe Avolio a Rocco Scotellaro e nell’aprile 2003, allorquando la CIA volle ricordare i 50 anni della morte di Scotellaro con un convegno organizzato a Tricarico sul tema “L’attualità di Rocco Scotellaro. Dal declino della civiltà contadina alla rinascita della ruralità”, Avolio vi partecipò con un appassionato intervento. «Il mio primo incontro diretto con Scotellaro – egli ricordò – risale a prima delle elezioni del 18 aprile del ‘48, in occasione di una “missione” in Puglia e in Basilicata, affidatami dall’allora segretario del PSI, Lelio Basso, nella mia qualità di responsabile dell’Avanti di Napoli e del Mezzogiorno, con tappe a Matera, Potenza, Bari, Brindisi, Taranto e Foggia. Incontrai tanti uomini di valore, che avrebbero avuto un ruolo non secondario nelle lotte per il riscatto del Mezzogiorno […], tra essi a Tricarico, Rocco Scotellaro con un’aria infantile, le efelidi, lo sguardo penetrante […]. Quel viaggio e quegli incontri non ebbero successo e la sconfitta del Fronte, soprattutto nel Sud, fu la sconfitta del PSI». Avolio e Scotellaro si sarebbero reincontrati a Portici nel 1950, allorquando vennero entrambi chiamati dal comune amico e maestro Manlio Rossi-Doria presso l’Osservatorio di Economia Agraria e nell’ambito dell’Istituto di Economia e Politica Agraria. Assieme ad altri studiosi tra cui Emilio Sereni, portarono avanti progetti di ricerca sui problemi posti dalla questione meridionale in quel momento storico e con specifici approfondimenti sulle tematiche agrarie. La fraternità dei rapporti tra Avolio e Scotellaro

    

– che non escludeva la polemica, come Avolio ricorda nel suo saggio Politico e poeta: attualità di un impegno (AA.VV., L’attualità di Rocco Scotellaro. Dal declino della civiltà contadina alla rinascita della ruralità, Roma 2003, pp. 29-60) – si trasformò in una vera amicizia, cementata nel corso di quei fervidi primi anni ‘50, nella scelta comune di studiare quel mondo agricolo in via di grandi trasformazioni dopo l’epoca delle occupazioni delle terre, il varo e la prima applicazione della riforma fondiaria. Il convegno, a cui erano presenti Michele Speranza, Nicola Savino, Ivo Persichella, il sen. Angelo Ziccardi, Giovanni Bulfaro ed altri, si è concluso con un saluto di Francesco Avolio, che ha seguito la manifestazione insieme alla sorella Antonietta.

 

 


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